THE PRIMATES – The Primates (Voxx)

Un solo album. E poi i primati tornano nella giungla da dove erano venuti.

Nati a Youngstown (quale nome migliore per una band di stupidi teenagers che si divertono a rispondere alle poche interviste con dei versi da scimpanzé?, NdLYS), i Primates arrivano a Los Angeles sull’onda emotiva che convoglia flotte di capelloni verso il Cavern Club cercando il loro attimo di popolarità. Erik Bluhm, Brett Miller, Ted Edlefsen, Brian Corrigan quell’attimo ce l’hanno nel 1986.

Un attimo e basta.

E a che sarebbe servito averne un secondo?

Quel solo attimo basta.

Perché quell’attimo produce uno dei dischi garage più piacevoli di tutti gli anni ’80, nonostante all’epoca venga tacciato di essere solo un disco di serie B. Prodotto da Brett Gurewitz all’epoca della sua sbornia per il sixties-sound (produrrà pure il secondo dei Morlocks e Drop of the Creature degli Steppes prima di finire anche per un breve periodo tra le fila degli Yard Trauma, NdLYS) e da Greg Shaw, The Primates puzza di garage punk becero e primitivo.

È la pruriginosa vulva di una donna dell’età della pietra che si schiude, primordiale e affamata, odore ancestrale e selvaggio di femmina in calore attorno alla quale ballano questi quattro Monkees dell’età della pietra, imbottiti d’alcol e coperti da pellicce di mammuth.

Chi ama i suoni ricercati stia alla larga, oggi più di allora che qui è  tutta una selva di maracas, accordi essenziali, cembalo e gemiti da macaco in calore. Tre cover che sembrano essere state scritte apposta per loro (Outside dei Downliners Sect, Born Loser di Murphy & The Mob, I Got Nightmares dei Q65) tanto sono conformi alla cifra stilistica primitiva adottata dal gruppo, una curiosa versione di I Go Ape di un insospettabile Neil Sedaka e otto numeri originali che sono una devastante rappresentazione del beat basico avvolto in cartapecora fuzz e saliva Pretty Things periodo Get the Picture?.

Poi, più nulla: dei primati, eccetto Eric Bluhm che diventerà uno dei più pregiati dj americani, custode della nebbia purpurea del garage, dell’acid rock e del folk rock degli anni Sessanta, non resterà traccia alcuna e anche della ristampa del loro disco, in vinile marchiato Soundflat nessuno oserà parlare, non sapendo cosa dire.

Uh! Uh! We are The Priiiiiimates!!!!        

 

                                                                        Franco “Lys” Dimauro

390519879009.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...