LYRES – Lyres Lyres (Ace of Hearts)

Nel 1986 i Lyres si riappropriano della loro She Pays the Rent, rubatagli in maniera infame dagli svedesi Nomads. Lo fanno ispirandosi a un fantastico singolo pubblicato nell’85 dalla Willy B Review dove Willy Baken reinterpreta al ralenti la storica That’s How Strong My Love IsNon è l’unico ripescaggio che MonoMan fa sul secondo disco dei suoi Lyres. Dentro c’è pure spazio per una nuova versione di How Do You Know? (la facciata A del singolo con cui i Lyres hanno debuttato nel 1979 sulla minuscola etichetta bostoniana Sound Interesting) e addirittura una nuova versione della sempiterna Busy Man dei DMZ, ribattezzata Buzy Men per sottrarre quel 15/20 per cento di diritti che sarebbero altrimenti toccati alla Bomp!.

Insomma, Jeff Conolly pare intenzionato a riprendersi quello che gli spetta di diritto, groupies comprese. Una la mette in posa sulla copertina di questo Lyres Lyres cercando di evocare (ma non tutti lo capiranno, ne’ allora ne’ dopo, NdLYS) una famosa posa plastica delle confezioni di sigari El Producto in cui una donna in abito lungo tiene in mano una lira, su una terrazza che si affaccia sul mare di Cuba.

Eccetto che per il batterista, la band è la stessa del primo album, produttore compreso. Un disco in qualche modo speculare al precedente, con la differenza che se On Fyre rendeva il suo doppio tributo al suono dei Kinks, Lyres Lyres stavolta paga doppio pegno a Wally Tax e Ron Splinter con le cover di Teach Me to Forget e I Love Her Still, I Always Will assecondando una delle tante ossessioni musicali di Jeff, autentico cultore del rock ‘n roll degli anni ’50 e ’60 e divoratore di vinile.

Dalla sua sterminata collezione stavolta prende in prestito No Reason to Complain degli Alarm Clocks, Stormy dei Jesters of Newport, If You Want My Love dei Nightcrawlers e You‘ll Never Do It Baby dei Cops & Robbers e aggiunge sei pezzi suoi, come da tradizione.

Monoman è il principe del Farfisa-sound.

I Lyres una band dal suono riconoscibilissimo.

I loro denigratori un pugno di idioti.

Io, che li amo, il capo degli idioti.

   

                                                                                    Franco “LYreS” Dimauro

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