THE DOGGS – Red Sessions (autoproduzione)

The Doggs leccano l’orinale del Dio Iggy.

Luci rosse, puzzo di sborra.

Stomachevole e disgustoso gioco perverso di sottomissione.

La musica dei Doggs soffoca nella rivoltante fogna di scoli Ashetoniani, vittima compiaciuta (e al tempo stesso carnefice) di quelle attenzioni.

Red Sessions è un opificio di riff e pose stoogesiane, un nastro trasportatore alienante sul quale scorrono i pezzi di The Stooges, Fun House e Raw Power, pronti per essere riassemblati e riallocati su un nuovo motore.

Le otto canzoni di Red Sessions si muovono con quella stessa asfissiante e oppressiva ripetitività malata che si muoveva indolente e meccanica su pezzi come Ann, Dirt, I Need Somebody.

Marco, Christian e Grazia lasciano le finestre chiuse.

Non c’è ricambio d’aria dentro la loro musica.

Nessun raggio di sole filtra dalle pareti spesse di questa officina.

Le polveri sottili d’amianto e carbonio non lasceranno queste mura. 

L’amore è destinato ad appassire.   

E noi avremo nostalgia di qualcosa che non abbiamo mai avuto, come la terra ha nostalgia dell’acqua.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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