THE VINYL STITCHES – All Strapped Up (Death Pop)

Non tutto è perduto.

I Vinyl Stitches sono qui a ricordarcelo.

Nonostante la scena rock si riempia di nerd barbuti che cercano di dire cose intelligenti, qualcuno in qualche garage continua a suonare due accordi scacciando la noia di una vita grigia senza altre pretese se non quella di fare casino.

All Strapped Up è bruciato da questa febbre, che è analoga a quella che si respirava sul primo dei Sonics, l’omonimo degli Stooges, Psychocandy di J&MC, il debutto di Link Wray, Psychedelic Jungle dei Cramps, il suono della confusione degli Spacemen 3 senza dimenticare altri cattivi maestri come Wailers, Chesterfield Kings, Roky Erickson, Alarm Clocks.

All Strapped Up è pervaso da quella stessa indolenza giovanile e da un’analoga, efficace economia sonora. Chitarra, basso, batteria.

Accordi minimali, embrioni di assoli, distorsioni vintage, ritmica essenziale.

Linguacce e coretti pop.

Capricci e carezze da quindicenni.

La malizia che comincia a devastare la purezza dell’età infantile.

Fuori dalla cantina qualcuno urla di farla finita con quel fracasso, agitando in mano un disco dei Fleet Foxes.

Da dentro non arriva nessun segno di resa.

Non tutto è perduto, come dicevo.

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

vinyl stitches

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