TELEVISION – Adventure (Elektra)

Fratellino povero di Marquee Moon, il secondogenito della discografia dei Television ha da sempre sofferto della sindrome d’inferiorità propria dei fratelli minori. Una competizione fratricida nel disperato (e fallito) tentativo di non disattendere le aspettative create da quel debutto folgorante.

Non un fratello incapace.

Solamente, un bambino cresciuto all’ombra di un fratello troppo grande.

Uno che ha già fatto tutto.

Uno che ha già portato i suoi bei voti a mamma e papà.

Che ha già vinto il campionato locale di football, la borsa di studio, la finale di volley, le gare nazionali di enduro e quelle internazionali di pattinaggio su ghiaccio. Che si è laureato col massimo dei voti e ha sposato la figlia del sindaco.

A tavola non si parla che di lui e dei suoi successi, tra rumori di stoviglie e i rumori del troppo-pieno intasato di papà.

Adventure sta seduto composto.

Azzarda qualche mossa imparata dal fratello. Per indole genetica ma anche per attirare un’attenzione che gli viene concessa solo di riflesso. 

Eppure lui, il fratellino, di cose buone ne ha fatte, e non poche.

“ehhhhh, ma il fratello” ricorda con uno slancio di orgoglio quasi sciovinistico il vecchio preside.

“Eh già, il fratello…!” rispondono gli altri belando tutti in coro.

E invece, a dispetto di una corsa che qualcuno vuole per forza ricordare impari, Adventure è un signor album, perfettamente coerente con quanto espresso su Marquee Moon, con i suoi cavalli di battaglia (uno su tutte: la straordinaria Foxhole) e gli intrecci delle chitarre su cui risuonano già tutti i R.E.M. (Days) e buona parte dei Violent Femmes e dei Commotions (Careful) che verranno.

C’è il rock che è già passato (Velvet, Stones, Moby Grape, Doors, Grateful Dead, Stooges, Byrds) e che i Television riscrivono più bello di prima perché nessuno dimentichi da dove è venuto, anche se le strade si sono divise e ognuno in quel 1978 sta andando dove cazzo gli pare.

Il fratellino piccolo torna a casa col suo fagotto di crostate di mele.

Mamma lo saluta con un cenno della mano, pensierosa.

“Sai, tuo fratello è ancora fuori” gli dice.

Lui sale le scale, addenta una crostata.

Si siede sul letto e guarda la sua ombra sul muro, così piccola, così nera.

Poi si gira verso la finestra e sorride. La luna là fuori è un cerchio di luce che ingannerebbe anche i più scaltri. Dalle scale si sentono dei passi: il fratello è rincasato.

Mamma e papà possono dormire tranquilli.

Voi pure.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Adventurealbumcover

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