FRANÇOIS REGIS CAMBUZAT – Notre Dame des Naufragée (St Malô Perdono) (Stile libero)

Chiusa l’esperienza dei Kim Squad, François Cambuzat imbraccia la sua chitarra acustica e si rifugia tra gli scogli di Ostia a registrare tra lo scrosciare delle onde il suo primo disco solista. Con lui ci sono Paolo Modugno e Massimo Terracini, Roberta Possamai e Bruno Consoli ma Notre Dame des Naufragée è un album dove la solitudine rode le viscere come sale.  

Un disco che scava nella memoria maledetta dei chansonnier francesi di cui Cambuzat diventa all’epoca l’erede più credibile.

Metà Pasolini e metà Ferrè, François ci conduce nel suo piccolo mondo di imprecazioni, di Galois fumate a metà e di bottiglie di Jack Daniel’s vuote come conchiglie marine. Attorno a lui Modugno ha lasciato i microfoni aperti, a catturare il rumore del vento e del triste sciabordio delle onde. Il naufrago Cambuzat è un’anima apolide  lasciata a marcire su una zattera in balia delle correnti, dimenticata dal resto del mondo.

L’urlo primordiale che chiude Vents du Monde, il pianoforte parigino che risuona su La Foule e le dita che pizzicano le corde di A L’Ete, Que Lui As-tu Donc Fait? e l’invocazione di Sante Marie des Ondes sono le prime prove della recita del Gran Teatro Amaro. Si spengano le luci, si va in scena.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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