RADIOHEAD – OK Computer (Parlophone)

Dopo due dischi banalotti come Pablo Honey e The Bends i Radiohead cominciano ad averne le palle piene di essere una band comune. E pure noi.

Vogliono scongiurare il rischio, sfiorato con The Creep, di diventare l’ennesima one-hit wonder. Odiano l’idea che qualcuno, dopo cinque/sei anni possa dire “i Radio… chi?”. Cominciano ad essere una band con delle ambizioni.

Come i Beach Boys e i Beatles. Guarda caso due dei modelli cui si ispirano, soprattutto concettualmente, per la realizzazione del loro primo capolavoro, un disco che dopo l’orgia di Blur, Oasis e Mansun (“i Man… chi???”, NdLYS)  sposta verticalmente il fenomeno del brit-pop affrancandosi dai modelli stereotipati del solenne suono britannico così come dalle unghiate grunge assorbite in heavy rotation della programmazione BBC dei primi anni Novanta.

OK Computer guarda oltre, verso una forma di musica complessa ed ambiziosa, lontana dalle trappole delle charts e costruita attorno al piagnisteo di Thom Yorke, capace di sprofondare in malinconie smisurate come quelle di Exit Music e di cavalcare lunghissime vocali come quelle di The Tourist.

Il suono dei Radiohead si avvolge lentamente di silicio e si intreccia con influenze kraute figlie della matematica tedesca dei Can e dell’elettronica epica degli U2 di Achtung Baby (Subterranean Homesick Alien, Lucky, Climbing Up the Walls che ha pure evidenti analogie melodiche e climatiche con i Cure del doppio Kiss Me Kiss Me Kiss Me anche se nessuno pare averle mai colte, NdLYS) e scopre di avere sempre maggior bisogno di spazio per muoversi, anche a costo di diventare indigesto ai discografici (la Parlophone lo giudicherà dapprima un suicidio commerciale), alle top ten (nessun pezzo rientra nei tre minuti previsti dal canone della pop song perfetta), ad MTV (che si rifiuterà di passare il cartoon di oltre sei minuti realizzato per Paranoid Android) e al pubblico (circuito dal giro beatlesiano dell’estratto Karma Police e indotto con l’inganno a scoprire delizie come Airbag, No Surprises o Let Down) che lo premierà con un prepotente ingresso al primo posto in classifica.

Dopo OK Computer i Radiohead si staccano da terra lasciando al suolo la loro vecchia pelle, diventando gli alieni paranoici del nuovo secolo.

It‘s the end of the Head as we know it (and I feel fine)

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro  

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