MEN FROM S.P.E.C.T.R.E. – The Living Eye (Hammond Beat)

Hammond sovrano, che altrimenti non si spiegherebbe il logo della Hammondbeat che campeggia sul retrocopertina. Però stavolta l’accesso al trono non è del tutto sgombro: Sir Bottoni d’Avorio deve vedersela con la chitarra acida e visionaria di Gerry Germann che, come un rampicante parassita minaccia di riempire di arbusti psichedelici i giardini reali. Il risultato è un disco dal fascino psichedelico, dal gusto cinematografico e dalla forte impronta ritmica, come una molecola LYSergica della Madchester di Inspiral Carpets e Charlatans (si ascoltino White Russian e Wild Driver, per trovarne gli indizi, NdLYS).

Men from S.P.E.C.T.R.E. sono però cinque ragazzoni svizzeri che devono aver infilato la testa dentro il tubo catodico durante uno di quei telefilm di spionaggio galattico che ravvivavano il palinsesto televisivo di qualche decennio fa e che devono chissà come esserci rimasti intrappolati fino a calarsi completamente in quell’immaginario estetico di un mondo futuribile e fantastico dove gli astronauti ballavano lo yè-yè e le marziane avevano gli occhi di Brigitte Bardot.

Nessuno ancora progettava di lanciare le scorie nucleari su Plutone.

Nessuno sospettava di abitare sul più malvagio pianeta del Sistema Solare.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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