AEROSMITH – Toys in the Attic (Columbia)

Sesso, droga, rock ‘n’ roll.

Anzi…MOLTO sesso, MOLTA droga e MOLTO rock ‘n’ roll.

In nome dei quali Joe Perry e Steven Tyler sono già diventati come fratelli.

Di più, gemelli. Gemelli tossici, per essere precisi.

Gli Aerosmith nei primi anni Settanta sono la più tossica e dissoluta giovane rock band in giro per l’America. Si fanno di ogni droga possibile e si scopano ogni cosa con un buco tra le gambe. E fanno dei dischi incredibili.

Come Toys in the Attic, terzo atto di una bruciante escalation verso il successo che sta travolgendo la band e la sta risucchiando nel vortice del vizio.

Dentro ci sono almeno tre ultraclassici indelebili del loro repertorio: la veloce furia della title track con le pennate scattanti di Joe Perry e Brad Whitford, la persuasiva Sweet Emotion che Joe intona al talkbox e il riff che immortala l’invito all’ispezione vaginale di Walk This Way e che salverà la band dall’oblio cui sembrava destinata dopo la rottura tra i due Toxic Twins. Sono i Run DMC a riportarla in voga. La canzone, ma anche i due tossici che così vengono sdoganati anche nel circuito della MTV-generation e diventano loro malgrado i primi rappresentanti del crossover metal/rap che per qualche anno dominerà il mercato (Beastie Boys/Slayer, Anthrax/Public Enemy le altre due leghe pesanti che tengono alto il prezzo del mercato, NdLYS).

Il resto è invece un discreto e fortunato tentativo di arrangiare lo strumming zeppeliniano e le smorfie stonesiane ad un suono più classicamente americano nella forma e nei riferimenti (Uncle Salty pesca molto nel southern rock così come Adam‘s Apple è un boogie che sfrutta il classico giro di Route 66 e il piano di Scott Cushnie su No More No More pesca fin dentro gli stagni di New Orleans frequentati da Dr. John e Huey “Piano” Smith).

Entrambe le facciate, tuttavia, si chiudono con due cagate clamorose.

La prima è una vecchia song R&B di Fred Weismantel scelta più per le pesanti allusioni sessuali (i 10 pollici cui allude il titolo non sono la misura di un disco, ma di altro, NdLYS) che per il reale peso artistico che del resto cozza in maniera netta ed evidente col resto del repertorio sciorinato dalla band di Boston.

L’altra è la classica ballata strappamutande, genere con cui gli Aerosmith faranno incetta di assorbenti usati e di fellatio gratuite anche in età senile.

Certificato 8 volte disco di platino. Anche se loro continuano ad avere le faccie di stagno.

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Aerosmith-Toys-in-the-Attic

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