THE FILTHY SIX – The Fox (Acid Jazz)

A dispetto del nome di sporco nella musica del sestetto inglese non c’è assolutamente nulla, anzi.

Tutto molto garbato e composto, forse anche troppo potrebbe obiettare il mio lettore-tipo (uso il singolare non a caso, non credo di arrivare alla decina, NdLYS).

La calibratura degli ingredienti musicali (smooth jazz, il sound della Blue Note, soft-funk) che da sempre concorrono a creare la ricetta del gruppo di Nick Etwell è giunta a livelli di tale precisione che la band può adesso permettersi di registrare questo secondo album in presa diretta, in sole sedici ore di seduta.

Dal mio psicanalista bastano appena per la sala d’aspetto. E, nota per lui, la cover di Never Say Goodbye che chiude l’album è perfetta per sonorizzare quel tipo di spazi. 

Il risultato non si discosta molto da quello del disco omonimo. L’unica novità di rilievo è rappresentata dalla presenza di un paio di brani cantati tra cui svetta la cover di Girlfriend illuminata dall’ugola soul di Brendan Reilly e dalle preziose dita di Pete Whittaker. Musica per imparare ad aspettare con diligenza. Chissà cosa, poi.

                                                                                       Franco “Lys” Dimauro

 

Filthy_Six-The_Fox-AJX288

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