ARARAT – II (Elektrohasch)

Avvelenato dalla notizia dello scioglimento dei Natas, arriva nei negozi (supposto che esistano ancora) il secondo album degli Ararat di Sergio Chotsourian che della band argentina è stato chitarrista per diciotto lunghi anni. Inizio autunnale con note di piano che sembrano cadere come foglie morte da un albero che pare pronto a morire, quindi El Carro che sembra un provino dei Monster Magnet dopodiché per ventitre interminabili minuti sembra di spingere un carro funebre lungo tutta la pampa argentina.

El Inmigrante introduce a verdi paesaggi acustici dove le foglie sembrano essere tornati sui rami, anche solo per far contenti i campeggiatori. Peccato che, non me ne vogliano i fratelli sudamericani, il cantato in lingua spagnola a me faccia sempre un terribile effetto Inti Illimani.

Ma è un limite mio, di cui Sergio non ha colpa.

Il disco si chiude con un altro quarto d’ora di riff al rallentatore che dovrebbero emulare (o risvegliare) l’ira del drago. Io che da piccolo tifavo per Grisù posso concedermi un sonnellino, che ben altre cose servono a tenermi sveglio. E in genere, anche quando parlano portoghese, si muovono molto di più.

                                                                                Franco “Lys” Dimauro

 ararat-ii

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...