ELECTRIC MOON – The Doomsday Machine (Nasoni)

Dieci album di cui quasi la metà doppi in due anni fanno quasi paura.

I Motorpsycho al confronto sono dei pachidermi.

Le fasi lunari del terzetto tedesco hanno ritmi paradossali, con effetti terribili sulle maree.

Anche questo nuovo disco, che quando leggerete queste righe sarà già diventato il penultimo della band di Sula Bazzana (il proprietario della Sulatron Records di cui leggerete altrove in questa stessa rubrica, NdLYS), è un doppio padellone di vinile che viaggia sulle orbite dei satelliti di Saturno.

Lunghissimi (tre dei cinque pezzi viaggiano sui venti minuti ciascuno) soffi di tempeste siderali che metteranno a dura prova la vostra resistenza all’antigravità. Sembra di stare dentro quelle cabine senza ossigeno in cui gli astronauti della NASA si esercitano prima di lanciarsi nel cosmo.

Solo che qui siamo già dentro il cosmo, vittime di vorticose spirali elettriche che creano squilibrio, nausea, alienazione, stordimento.

Ladies and gentlemen…we are floating in (deep) space.


 

                                                                            Franco “Lys” Dimauro

EM_doomsday_cover

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