MEGANOIDI – Welcome in Disagio (Green Fog)

C’è stato un periodo in cui i Meganoidi andavano bene a tutti, da Le Iene della tv a quelle della carta stampata. Sentivano le trombette e le chitarrine in levare e dondolavano la testa. Poi la festa è finita.

Alla nuova consapevolezza sociale del gruppo genovese si è associata la scelta di musiche sempre meno gioiose. Come se la Giamaica fosse stata circondata dal sangue versato durante il G8 piuttosto che dal Mar dei Caraibi. E le iene sono scappate, spaventate dai piraña.

I Meganoidi oggi sono un gruppo quadrato, solido, robusto, in grado di giocare col suo passato remoto (Quello che ti salta in mente, Tutto chiaro) e prossimo (Ghiaccio) continuando tuttavia sulla linea degli ultimi album a costruire potenti trame rock (Ora esiste dopo non più che sarebbe andata fortissimo quando la tendenza del momento era il crossover metal/rap o Finestre aperte meglio di tanto Faith No More che ci siamo sucati per anni, NdLYS) che potrebbe ambire a ben più ampi consensi, come dimostrano Tutto chiaro o Quasi ad occhi chiusi.

                                                                                                                          

                                                                                            Franco “Lys” Dimauro 

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