THE OUTSIDERS – Calling On Youth / Close Up (Cherry Red)

Nonostante l’aura di reverenza che avvolge Adrian Borland da quel dannato 26 Aprile ‘99 in cui si tolse la vita, nessuno aveva ancora pensato di ristampare in digitale i due LP dei suoi Outsiders. Fosse stato ancora vivo, avrebbe dovuto pensarci da sè, come in quel lontano ‘77 che lo costrinse a stamparsi da solo il primo album autoprodotto del punk inglese.

Coi soldi di papà Borland.

Fu questo, e solo questo, il loro contributo alla storia del rock.

Per il resto solo una scorta di maleparole e calci nel sedere.

I soldi di Bob Borland erano bastati a registrare i dischi, dimenticando di pagare i giornalisti. Il risultato fu una serie di critiche distruttive che avrebbero scoraggiato chiunque. E invece io, a parità di stipendio, posso permettermi di dire che, nonostante certe ingenuità lampanti, c’era di peggio allora e c’è di peggio adesso.

La scrittura di Borland nei momenti migliori (Touch & Go, Count For Something, Out of Place, On the Edge, Hit and Run, l’intero One to Infinity EP) è attraversata dall’ elettricità strabordante di Raw Power mentre quando cede ai primi sintomi della depressione che esploderà in età adulta (vedi Walking Through A Storm) il naso si arriccia per evitare di sentire il puzzo delle cacche prog.     

 

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro

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