THE MOONEY SUZUKI – Electric Sweat (Gammon)

Quanti watt hanno gli amplificatori dei Mooney Suzuki?

100? 150? 2000? Quanti siano, loro li usano tutti.

Electric Sweat è un disco che, a tratti, ribolle di amplificazioni esacerbate, come se fosse il quarto album degli MC5. In a Young Man‘s Mind, I Woke Up This Mornin’, Electric Sweat, Electrocuted Blues, il bridge di It‘s Not Easy sono quella roba lì, quell’ammasso di lamiere infuocate, quegli scarti di produzione delle catene di montaggio detroitiane degli anni Settanta, quelle polveri di amianto respirate durante la registrazione del disco, proprio negli studi analogici di Jim Diamond dei Dirtbombs. Ma c’è anche un lato più pop che emerge da queste cataste di rottami, ed è quello che mi piace di meno e che la band di Sammy Kames Jr. tira fuori su Natural Fact, nel giro southern rock di Oh Sweet Susanna o camuffato nel blues esanime di The Broken Heart che fa il verso alla You Got the Blues degli Stone. Ma è un blues senza dolore, quindi per niente credibile.

Chissà cosa preferiranno fare in futuro.

Dipende un po’ da quanto denaro servirà per pagarsi i completi di pelle e un po’ da quanto “sudore elettrico” gli sarà rimasto in corpo dopo questa sauna di watt.

Noi li aspettiamo, che tanto in giro non c’è un cazzo da fare.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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