THE ROUTES – Alligator (Dirty Water)

L’anno scorso, mentre voi eravate intenti ad ascoltare i singoli di Crystal Castles, xx e Wavves, i Routes cacavano fuori il primo grande 45 giri garage del nuovo decennio con due tracce di elementare e merdosissimo beat punk che pareva suonato da allucinati figli di capelloni come Missing Links o Outsiders.

Ora è la volta del primo album europeo, secondo in assoluto per la devastante band nipponica che ha scelto di riservare alle uscite minori le cover e concentrarsi sul materiale originale per la scaletta di Alligator, splendidamente illustrato da Christophe Lopez-Huici, il grafico francese che presta i suoi servigi a Shinding! e alle scuderie Get Hip e Fat Possum, tra le altre.

Rispetto a Left My Mind il suono è meno deragliante ma per niente più educato.

I Routes aprono le casse del cimitero di Back from the Grave e ci si infilano dentro. E, come accadeva su quelle copertine, mandano al rogo tutto quello che è venuto fuori dopo il ’66. Noi compresi.

 

                                                                                     Franco “Lys” Dimauro

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