DIMI DERO INC. – Cremation Day in the Court of Miracles (Merenoise)

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Sembra la banda della Magliana.

Del resto i criminali hanno le facce tutte uguali, da qualunque posto provengano. Come la banda di Dimi Dero, le cui imprese delittuose si ispirano a quelle di banditi come Beasts of Bourbon, Crime + The City Solution o Chucky Monroes.

A fare da palo per questo terzo colpo messo a segno dalla gang ci sono pure Rob Younger, Brent Williams e Stuart Wilson, il che spiega le impronte di marca Radio Birdman/New Christs rinvenute sul luogo del delitto (Euterpe, Recipe For Happiness, Withering in Wetlands) e confuse con quelle di Die Haut (The Painter), Botanica (Sinner Saint), Iggy Pop (The Dentist, My Pals) o Bauhaus (Bored, Little Big Baby) messe lì a intralciare le indagini.

La musica dei Dimi Dero Inc. è un kraken aberrante e famelico che si agita e sbatte dentro un mare di pece fino a che non riesce ad inghiottirti.

Cremation Day è qui per questo.

Che siate vegetariani o carnivori, pallidi vegan o cannibali infettati dai prioni, non crucciatevi. Perché adesso voi siete il pasto, non i commensali.

 

 

                                                                                   Franco “Lys” Dimauro

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MAN OR ASTRO-MAN? – Is It…Man or Astro-man? (Estrus)

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The eternal wonders of space and time, the faraway dreams and mysteries of other worlds, other life, the stars, the planets. Man has been face to face with them for centuries, it is barely able to penetrate the unknown secrets. Sometime, someday the barrier will be pierced, why must we wait why not now?

Già, perché aspettare? I Man or Astro-man? potevano offrirci un viaggio per le stelle e farcelo sembrare una gara di surf sulla spiaggia di Malibu o uno scontro a fuoco davanti al saloon di Pasadena.  

Così nel 1993 salimmo in groppa ad un missile dal profilo fallico, e ci fiondammo nello spazio, intersecammo l’orbita del Mars Observer smarrita dai radar Nasa, facemmo sosta sull’Hubble Space Telescope perché avevamo fame di altre galassie, incrociammo il Po-SAT 1 al largo di Orione, prima di fare rotta verso Alfa Centauri, scansando la bomba atomica di Sadie Hawkins e pulendo i monitor dell’Aisle #9 dopo l’attacco degli uomini-drago. Non capimmo mai se a guidarci fossero uomini o astro-uomini. Ma il mondo, da lassù, ci sembrava ancora abitabile.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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THE TENEBROUS LIAR – Run Run Run (TV Records)

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Steve Gullick è uno dei migliori fotografi rock moderni.

È suo il Bonnie Prince Billy cisposo di Master and Everyone così come lo J. Spaceman vestito d’amianto sulle falde dell’Etna, sue alcune celebri pose di Grinderman, Cat Power o Jim Jones Revue.

Suoi gli scatti di ogni copertina dei Tenebrous Liar, la sua ultima band.

Se è vero che, come dicono gli indiani, le foto rubano l’anima, Gullick deve averne sottratta qualcuna.

Sicuramente quella di Mark Lanegan (la bellissima e perduta The Sickness), una buona parte di quella di Greg Dulli (Theme Tune), qualche alito dei My Bloody Valentine, un soffio dei Black Mountain (Out). E poi l’ombra di Johnny Cash che incombe su tutto, salvo essere sostituito da un automa bionico lungo i tre minuti e mezzo di Desire. Tenebre e rumore, ancora qualche miglio lontano dal capolavoro che vorrebbero provare a scrivere.

 

                                                                                          Franco “Lys” Dimauro

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TAV FALCO‘S PANTHER BURNS – Behind the Magnolia Curtain (Stag-O-Lee)

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Malgrado l’aria ispanica di Tav abbia spinto molti ad associarlo all’immagine zigana di Willy DeVille più che a quella sovversiva dei Cramps, Behind the Magnolia Curtain è, nello spirito, fratello gemello di quel Songs the Lord Taught Us uscito quasi in simultanea. Forse ancora più scompaginato e scomposto anche se meno folle, complice l’improvvisato ruolo di batterista affidato ad Alex Chilton (che, ricordiamolo, dei primi dischi dei Cramps era stato il produttore, NdLYS). 

Dietro la cortina si nasconde tutta l’essenzialità del rock ‘n roll.

Nessuno, qui dentro, sembra voler suonare il proprio strumento o quello altrui oltre la sufficienza. Spesso, non si aspira nemmeno a quella.

Si suona fuori sincrono, fuori accordatura, fuori tono, fuori taratura.

Nessuna sovrincisione, nessuna seconda chance, tutto suonato e registrato una volta sola.

Un’anarchia voluta e tutelata da Tav Falco ancora oggi, a trent’anni di distanza affidando il rimissaggio di questa reissue a Larry Nix, l’ingegnere del suono che registrò il master originale di questo masterpiece del rock ‘n roll scheletrico, mentre Brian Setzer fa il tutor di tecnica rockabilly in Rete.

                                  

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro  

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