JANE‘S ADDICTION – The Great Escape Artist (Capitol)

Com’era? Si nasce incendiari e si muore pompieri.

Si, mi pare fosse così.

Oppure: si nasce Jane‘s Addiction e si muore U2. Si comincia preparando la brace dove far arrostire il vecchio rock dei supereroi e si finisce soffiandoci sopra per evitare che la carne si asciughi. Si inizia scrivendo una cosa tossica come Pigs in Zen, si continua scardinando le vetuste architravi dell’ hard rock e si finisce per fare reunion su reunion, una più milionaria dell’altra. Perché nel frattempo ai vecchi vizi se ne sono aggiunti (loro assicurano “sostituiti”) di nuovi, come i vestiti firmati e gli accessori con le griffe bene in mostra, esibendo un bel D&G al posto del Parental Advisory che stava sui primi dischi.

I Jane‘s Addiction non fanno più paura. Si sono addomesticati e noi li possiamo accogliere in casa, adesso. Benvenuti nel nostro piccolo mondo domestico, stelle del rock.

The Great Escape Artist è, già dal titolo, un disco in fuga dal passato, carico di suoni stratificati e sovrapposti, turgidamente psichedelici ma senza quel soffio di follia della Jane tossica, ormai del tutto evaporata. Cose come I Can‘t Party Anymore o End to the Lies sono più vicine alla furia strozzata dei Porno for Pyros che all’hard rock mutante degli anni del buco. Un disco rock da comunità di recupero, insomma. Perché si può essere osceni in tanti modi. Scegliete quale più vi aggrada.

 

                                                               Franco “Lys” Dimauro

GreatEscapeArtist

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