THE WAY-OUTS – Psychotic Retraction (Action)

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Una band-tributo. Già. No, non esattamente come le band-tributo che infestano il mondo suonando patetiche copie-carbone delle merdate di Vasco, Dire Straits o Ligabue e che non ho mai ben capito a cosa cazzo dovrebbero servire.

Ma una band-tributo al suono Vox.

Dei fanatici, via.

Quindi meritevoli già solo per questo di prendere posto nei miei scaffali e di fare qualche giro sul piatto del mio stereo. Nati quasi per gioco con l’effimero obiettivo di mettere su la miglior cover version di You Never Had It Better delle Electric Prunes e armati di un esclusivo equipaggiamento marchiato Vox questi cinque scavafosse belgi mettono fuori un disco di essenziale, appassionato garage punk.

In fondo cosa cazzo vorreste suonare con due chitarre Phantom, un organo Continental, un basso Stinger e una batteria Thunderbolt? Le musiche dei Radiohead?

E allora eccovi qui dodici scimunite e balorde canzoni con riferimenti più o meno espliciti a Count Five (You Drive Me Insane è sputata Psychotic Reaction, NdLYS), Cynics, Syndicate of Sound, Beatpack, Squires.

Del resto King Koen non è lupo di primo pelo e conosce bene il suo mestiere, appreso suonando sin dai più remoti anni Ottanta in decine di band dimenticate come Paranoiacs, Bonedaddy, Evil Thingies, Spanks, Skeletons, Purple Tits, Ewings, Greenhorns, Kinda Weird, Ones, Nails, Wyld, Snails e non ricordo più ne’ io ne’ lui quante altre. Insomma un ragazzone che in quaranta anni ha collezionato più band (e dischi) delle patatine di Siffredi. Un paranoico in fissa per I Can Only Give You Everything tanto da collezionare ogni disco dove se ne trovi una versione, anche se fosse suonata dal coro ecumenico delle carmelitane scalze e da costringere gli altri a collezionare quelle fatte da lui (io ne ho tre soltanto, ma è una collezione risicata, NdLYS). Psychotic Retraction è uno di quei dischi feticcio costruito da cinque esaltati per altri cinquecento esaltati. Il fatto che la mia copia sia la 410ma mi lascia ben sperare che io non sia l’unico cretino rimasto in Italia. 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

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SAVAGE REPUBLIC – Procession: An Aural History (LTM)

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La meno californiana tra le band californiane, tanto da fare stato a sé, anche se confinante con lo Stato Libero della Los Angeles Free Music Society.

Una Repubblica, per l’esattezza.

Con tanto di bandiera che sventola in un cielo grigio piombo. Piantata in una cava di polvere d’amianto.

La musica sognata da Bruce Licher era piena di clangori metallici e percussioni come un’officina meccanica. Percuotono tutto mentre massacrano i Faust, i Joy Division, i Ventures, i PiL, i Wire, Morricone, i Throbbling Gristle, la musica tradizionale. Surf, psichedelia, post-punk, kraut-rock.

Prima dannatamente marziale, angosciosa, tribale poi sempre più dilatata, espansa, immaginifica ma non per questo meno inquietante.

Procession è un doppio CD che pesca da una storia che va avanti fino ai giorni nostri nel disinteresse quasi assoluto. Un disco di piccoli sussulti new wave, un altro registrato dal vivo in Spagna lo scorso Gennaio.

Due scale a pioli per inerpicarvi verso la soffitta tenebrosa dei Savage Republic.

 

 

                                                                        Franco “Lys” Dimauro

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