CHUCK BERRY – Rollin’ Till the Break of Dawn (Hoo Doo)

È il Sabato sera del 5 Novembre del ’55.

Sono quasi le dieci di sera, Marty McFly imbraccia la sua ES 335 e attacca il riff di Johnny B. Goode.

Gli Starlighters, il gruppo doo-wop che lo accompagna sul palco, lo segue fino all’assolo.

Poi la distorsione inghiotte tutto e sulla sala da ballo piove il silenzio.

È la sceneggiatura di Ritorno al futuro.

E, fatto salvo qualche errore temporale giustificato in qualche modo dal copione, rende l’idea della sberla che la musica di Chuck Berry diede alla cultura giovanile dell’epoca. È lui ad introdurre la chitarra nell’immaginario-chiave del rock ‘n roll. La appende al collo e la accompagna per il palco a passo d’anatra.

E inventa “quel” riff.

Quello che non solo stende il pubblico di Marty McFly ma che è il primo tormento di ogni chitarrista di rock ‘n roll, dal ’58 ad oggi.

Rollin’ Till the Break of Dawn rimasterizza e raccoglie 25 pezzi della sua storia che è pure, inevitabilmente, la nostra. Ogni canzone l’ispirazione per 100 band.

Senza Chuck Berry le enormi enciclopedie del rock sarebbero piccoli manuali tascabili come i pieghevoli del bricolage.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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