THE OUTTA PLACE – Outta Too!! (Midnight)

Uno dei dischi più devastanti della stagione neo-garage degli anni 80 venne messo fuori dalla Midnight nel 1987, quando la band che lo aveva registrato si era già autodistrutta da un po’. Si chiamavano Outta Place come un vecchio pezzo dei Real Kids ma non venivano da Boston. Erano invece cresciuti nello stesso pollaio battuto dai Fuzztones ed erano stata la prima garage band di New York a pubblicare un disco. Prima ancora dei Vipers e degli stessi Fuzztones.

Sono cinque figli di puttana che sembrano venire e andare verso il nulla.

Invece in qualche modo rimangono imprigionati in tante vicende: Blacklight Chameleons, Morlocks, Freaks, Maneaters, Raunch Hands, Optic Nerve, fino agli stessi Fuzztones che preleveranno Jordan Tarlow come chitarrista all’epoca di In Heat.

Ma la cosa che impressiona di più negli Outta Place, oltre al devastante e spiritato  martello sonoro, è la voce sguaiata di Mike Chandler. È suo, all’epoca, il miglior latrato da caveman. Robert Jelinek è Eric Burdon, Greg Prevost è Mick Jagger, Eric Bacher è Phil May e Leighton, ai tempi, è Alan Rowe (al quale ruberà pure tante altre cose, NdLYS). Ma Mike Chandler è Mike Chandler.

Canta col ghigno beffardo di un punk. Ed è l’unico che riesce a cantare Little Girl dei Syndicate of Sound con un tono più marcio e depravato di quello dello stesso Don Baskin anche se Chrissie Amphlett lo farà mettendosi le dita nella fica, proprio un annetto dopo l’uscita di Outta Too!!, facendone un hit da porno-rock.

Little Girl è chiusa qui dentro assieme ad altre sei cover: una versione speculare del precedente mini. Altre oscure reliquie sixties deturpate da questa manica di punkers che non serbano rispetto manco per i genitori, figurarsi per le canzoncine di bands sconosciute del Delaware o di Burlingame. Così arrivano, e sfasciano tutto.

È con loro che la definizione garage assume quella di garage-punk.

Non c’è adesione ai canoni, ma abrasione.

Gli Outta Place suonano con una foga da dodicenni alla prima foia.  

Come se suonare in uno scantinato della Bowery equivalesse a suonare al CBGB‘s.

Chissà cosa avrebbero potuto fare se non avessero scelto di bruciarsi nel giro di sei mesi.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

Outta Front

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