AA. VV. – Dangerhouse # 1 / # 2 (Frontier)

Il punk inglese nasce il 22 Ottobre del 1976.

Quello californiano il 18 Aprile dell’anno successivo.

Entrambe le date portano un unico nome sopra: The Damned.

Se New Rose era stato il primo pezzo di vinile che, clandestinamente, era arrivato sugli scaffali dei negozi e quindi sui piatti della generazione X infettando mezza Inghilterra, il concerto della band di Dave Vanian e soci allo Starwood Club è quello che accende la miccia sul carburante versato dai teppisti californiani lungo le eleganti strade di Hollywood.

Un po’ di quella benzina finisce nelle mani di Rat Scabies che quella sera dà fuoco alla batteria, sul palco dello Starwood. Dave Vanian gira per il palco con una maschera antigas, in assetto di guerra. Captain Sensible ha uno splendido basso a violino come quello di Paul McCartney, qualche collana e il solito buffo paio di occhiali.

Nient’altro, nemmeno un paio di mutande.

Suonano nove pezzi, poi vanno via. Sono ospiti a casa di Tomata Du Plenty e Tommy Gear, conosciuti in città come Screamers. 

Molti dei presenti a quel concerto suonano in una garage band.

Tutti gli altri lo faranno dal giorno successivo.

Tutti tranne uno: Dave Brown.

Era stato il tastierista per gli Screamers di Tomata e Gear ma nell’estate del ’77 decide che vuole tirar su un’etichetta che possa dare visibilità a quell’incredibile girone infernale. Così nasce la Dangerhouse.

15 dischi dal Luglio del 1977 al Gennaio del 1980.

15 colpi: ta-ta-ta-ta, come una Beretta 92.

Il punk è un affare che va risolto in poco tempo.

Le chiacchiere stanno a zero.

Gran parte di quella fottutissima storia è stipata dentro questi due volumi della Frontier Records.

Ventisei spari in tutto. Molti dei quali dritti al cuore:

Let’s Get Rid of New York dei Randoms di un giovanissimo John Doe, Neutron Bomb dei Weirdos, Los Angeles degli X, Too Much Junk degli Alley Cats, We Are the One degli Avengers, Class War dei Dils, No Compromise dei Rhino 39, We Will Bury You dei Bags. Un’aberrante pioggia di proiettili sparati tra la folla.

Roba per internati in fissa per i caccia bombardieri e le danze epilettiche.

Ognuno si trovi un riparo o si tenga alla larga da qui.

E non prenda alla leggera l’avvertimento sul cartello a righe oblique.

 

 

           

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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