ANDRE WILLIAMS – That‘s All I Need (Bloodshot)

Mr. Andre Williams, classe 1936, gode di una stima che pochi vecchietti possono vantare. E ogni volta che lui si muove, dietro il suo culo si muove un piccolo mondo di balordi di ogni età. Matt-Verta Ray, Mick Collins, i GreenHornet, Jack White, Dan Kroha, Steve McKay, gli Oblivians, Jon Spencer, i Countdowns, i Cheater Slicks.

E ogni volta che lui passa per le strade di Chicago le mamme mettono al sicuro i bambini. Succederà anche stavolta, ma a Detroit, dove lui ha deciso di tornare reclutando una ciurmaglia locale tra le fila di Sights, Electric Six, Witches. Oltre a Matthew Sweet e Dennis Coffey dei Funk Brothers. È un disco dove le parole sono molto più numerose delle note. E, in linea di massima, fanno più male.

Perché Andre ha questo modo di palparti il sedere che metterebbe in soggezione pure Cristina Bella. La musica si affianca a questa grazia pappona con cadenze smooth che farebbero invidia ai Fun Lovin’ Criminals.

Poche esuberanze. Approccio scarno, minimale e monotono. Spesso in equilibrio sul baratro del fastidio (Tricks, Cigarettes and My Old Lady). Chi non mastica lo slang americano potrebbe trovarsi in fondo al dirupo. Ma credete che ad uno che ha fatto il barbone sotto i ponti delle città più luminose del mondo possa fregargliene qualcosa?

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro 

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