ORNETTE COLEMAN – The Shape of Jazz to Come (Essential Jazz)

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Pochi capivano il jazz….”non si capisce il motivo”.

Duemila enigmi nel jazz.

E più di mille sono chiusi qui dentro.

È il jazz che si libera dalle sue gabbie e prende il volo.

Non è il jazz che lusinga, quello che io chiamo da “attico chic”.

Quello che serve da colonna sonora per circumnavigare le gambe delle vostre prede, intendo. E nemmeno quello che dovrebbe alleviare gli spasimi nelle sale d’attesa dei dentisti.

Coleman è un cane sciolto, da sempre.

L’incidente al Baton Rouge lo ha reso ancora più cattivo, ancora meno ortodosso.

È sceso dal suo cavallo e ha sciolto le briglie.

Negli anni proveranno a riacciuffarlo. Ma lui starà sempre mezzo miglio più avanti.

Cambiando faccia come dentro un film di Bond. James…Bond.

Fino a rendersi irriconoscibile, ineffabile.

The Shape of Jazz to Come è un po’ l’inizio di questo viaggio. Il suo cavallo attraversa le giungle del jazz e ne esce sano e salvo, con la criniera al vento.

Non improvvisa, come molti pensano. Studia, sfida i suoi comprimari.

E provano ogni volta che possono. Come una garage band.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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