THE OUTSIDERS – Afraid of the Dark (Pseudonym)

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Novanta chili di plastica solcata dalla musica degli Outsiders cui vanno aggiunti 175 kg di cartone: un disastro ecologico che sta per abbattersi sulle vostre case cui sarà difficile sottrarsi, se siete tra i 500 prescelti cui è dedicata la tiratura di questo primo disco live della band olandese. In pratica, se amate il gruppo di Wally Tax, non avrete scampo ne’ tregua in questo 2010. Il disco arriva infatti in contemporanea con la traduzione del libro di Jeremy Blanes e la pubblicazione del libro-audio curato da Hans Van Vuuren che traccia la storia di una delle band più selvagge della storia del blues bianco europeo e, su disco, la stessa scaletta di questo live con l’aggiunta di altri dieci pezzi. Gli Outsiders dal vivo erano una roba grezza e pruriginosa più che su disco, tanto che pure metà del loro LP di debutto verrà registrato live. Per cinque anni violenteranno i teenyboppers olandesi con un’agghiacciante sequenza di singoli e concerti che erano bolgie di capelloni, provos e disadattati nordeuropei. Queste tracce, compresa la violenta Set Me Free scritta sul canovaccio di Won‘t You Listen, sono qui a dimostrarlo, 45 anni dopo.

 

                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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TY SEGALL – Sleeper (Drag City)

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Sleeper è il Segall nella sua dimensione più onirica ed evanescente. Il Segall vittima di un dolore che non è ancora così disperato da prendere la forma di una fune ma che di corde ha bisogno comunque, per essere metabolizzato.

 

Tutti i riverberi che gremivano gli intestini dei dischi di Ty sono stati spurgati.

Il biondo ha pulito i cessi e ora si è messo ad aspettare che la candeggina evapori, appollaiato all’ingresso del letamaio.

Quello che resta sono le sei corde della sua chitarra.

Ty seduto sotto il sombrero del suo dolore (il più cocente tra tutti è quello della scomparsa del patrigno, ma non è l’unico), proietta un’ombra circolare sul pavimento. E con le sue mani improvvisa delle ombre cinesi.

A forma di Marc Bolan, a forma di Syd Barrett, a forma di David Bowie, a forma di Skip Spence, a forma di Donovan, a forma di Beck.

A forma di cappio.

A forma di angelo.

A forma di diga che crolla.

A forma di un abbraccio che vola via per sempre.

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro    


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