AA. VV. – Bad Music for Bad People – Songs The Cramps Taught Us (Righteous)

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Non devo essere l’unico cui il ricordo di Lux Interior si materializza nel cuore della notte, nel bel mezzo di un sogno erotico o durante un incubo splatter.

I discografici, che questi sogni li fanno spesso, cercano di esorcizzarli come possono. Ad esempio assemblando, sulla falsariga delle storiche Born Bad, una raccolta delle esostosi più deturpanti sullo scheletro del rock ‘n roll anni cinquanta.

Una galleria di mostri. E come poteva essere diversamente?

Save It, Rockin’ Bones, Love Me, Bop Pills, Blue Moon Baby, Her Love Rubbed Off, I Can‘t Hardly Stand It, Tornado e altre nefandezze simili tornano fuori dalle cave di tufo. Ed è un po’ come passare il pomeriggio a casa di Lux e Ivy ascoltando vecchi vinili e guardando  osceni film di uomini con la testa da lupo e donne in topless.

Grazie Lux, per averci insegnato a ridere della morte.

 

                                                                Franco “Lys” Dimauro

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CAVE – Threace (Drag City)

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Spesso le parole fanno male.

Spesso è la loro assenza a fare altrettanto male.

I Cave sono quel dolore, reso carne.

Una matassa di rame dentro cui scorrono frequenze di rock crauto e sincopi di jazz sfigurato, una lunga marcia elettrica e tribale che collega idealmente il deserto di Joshua con l’Africa selvaggia di Fela Kuti.

Una centrifuga ipnotica che raramente devia dalla sua idea-base ma la sviluppa per sovrapposizione o per scarificazione, con una metodica fredda e ossessiva da assassino seriale, precipitando dallo sludge rock al funk senza tuttavia essere ne’ l’uno ne’ l’altro.

 

Zampilla e perfora, la musica dei Cave. Mesmerica e fluida.

Parla senza aprire bocca.

A volte gli uragani parlano così.

Altre volte le onde.

Spesso, io.

                                               

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

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