NO STRANGE – Cristalli sognanti (Area Pirata)

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Li credevo estinti col paleolitico.

E invece mi ritrovo tra le mani il nuovo lavoro dei No Strange. Strano, anzichè No.

Chi può dire in che anno solare ci troviamo quando la coda della cometa No Strange ci passa vicino? Chi può dire cosa troveremo al di là dei vetri delle nostre finestre?

Un parco giurassico abitato da rettili titanici? Le abbaglianti mura bianche del Taj Mahal? Una cosmonave aliena? Il Balyogi Baba in equilibrio su una sola gamba? Un tappeto volante cavalcato da un gigantesco narghilè?

La musica dei No Strange viaggia sospesa sul tempo.

Mistica, psichedelica e solitaria. Oggi come tre decenni fa.

Gettando ponti col loro stesso passato e con la storia che li ha preceduti (il rock crauto, il progressive, il folk, la psichedelia, i Kaleidoscope, i Grail, Le Orme, Ravi Shankar, Battiato) Cristalli sognanti si riannoda abilmente alla loro discografia, tra le visioni orientali di Il sudore dei pianeti/Respirare il mare e la furia prog di Echidna lasciandosi ammirare come un vero cristallo (sognante).

 

                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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JACK-O & THE TENNESSEE TEARJERKERS – The Disco Outlaw (Goner)

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Dopo esserci ristorati assistendo al loro reunion-tour, torniamo ad occuparci degli ex-Oblivians in sedi separate. Da un lato Greg e i suoi Reigning Sound, dall’altro Jack Yarber in una delle sue innumerevoli e infami sortite.

Se siete morbosamente attratti dal marciume del turpe garage no-fi degli Oblivians non avvicinatevi ai Tearjerkers perché attratti dal nome di Jack: The Disco Outlaw è un disco che ha poco sudiciume addosso e che spesso si accontenta di fare il verso a Warren Zevon (Crook For Your Look), Tom Waits (Blood Bank Blues), Tom Petty (Walk of Shame) quando addirittura non Mark Knopfler (Make Up Your Mind). Una sorta di “qualunquismo rock” che in genere maldigerisco talvolta incattivita da qualche pugno allo stomaco come lo spasmo stoogesiano di Stop Stalling o il triviale boogie di Let Me Go!. Un po’ troppo attento alle leggi, per un fuorilegge.

            

                                                                                     Franco “Lys” Dimauro

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DEMON‘S CLAWS – The Defrosting of… (In the Red)

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Leggenda narra che Disney abbia espresso in vita il desiderio di essere ibernato alla sua morte e che qualcuno lo abbia accontentato.

Non è vero, ma io ci credo.

E anche i Demon‘s Claws.

È al suo scongelamento che fanno riferimento col nuovo album, pure se per motivi di censura il nome è stato taciuto.

E quando la cella frigo si riapre, la vita di Zio Walt ricomincia da dove era terminata: tra le scimmie de Il Libro della Giungla che ora cantano Fed From the Hand.

Dopodichè i Claws lo prendono sottobraccio e se lo portano al Teenbeat di Las Vegas ad assistere all’ultima Battle of the Bands del ’66. Sul palco ci sono i Frantics con un pezzo nuovo intitolato Catch Her by the Tail, i Weeds con la ballata Weird Ways, una surf band con una hit estiva intitolata Anny Lou, dei debosciati quindicenni che presentano un pezzo fulminato come Fucked On K e una band rockabilly strafatta di anfetamine con una canzone su un ultimo bagno in  piscina.

Disney balla e beve, poi si rialza, chiede al cameriere un foglio di carta e una penna, fa qualche riga sbavata, poi la sfera salta e sul foglio spunta una enorme macchia di inchiostro rosso. 

Esperimento riuscito, Zio Walt!

                                                                 Franco “Lys” Dimauro

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