BATTIATO – L’era del cinghiale bianco (EMI)

Il passaggio dal Battiato avanguardista a quello popolare è identificabile storicamente con la firma in calce al contratto EMI. Contratto inaugurato con il primo disco pop del musicista siciliano. E’ il 1979 e Battiato fa tabula rasa dei suoi esperimenti con la musica concreta, le escrescenze craute, l’avanguardia, i pastiche di rumore, i flirt con Stockhausen e Cage per darsi in pasto alla folla.

L’era del cinghiale bianco è un disco che si concede come una prostituta, con suoni orecchiabili e arrangiamenti che incontrano il gusto del grande pubblico con una sorprendente e apparentemente accidentale congiunzione temporale (il violino di Giusto Pio che svolazza sulla title track anticipa di un anno buono lo strepitoso successo del Rondò Veneziano, NdLYS).

Dal punto di vista lirico, è con questo disco che sboccia il vocabolario filosofico e mistico semiserio e provocatorio tipico del Battiato degli anni Ottanta, l’ascetismo snob e le immagini paradossali e stravaganti che coniugano la mistica con l’iconografia pop (come dimenticare la frase “…e giorni di digiuno e di silenzio per fare i cori nelle messe, tipo Amanda Lear” su Magic Shop?) utilizzate per fare un’analisi  feroce dell’etica comportamentale dell’età moderna.

Citazioni e riferimenti colti e popolari fusi assieme per attivare la soglia percettiva dell’ascoltatore e invitare alla curiosità e alla scoperta attraverso l’adescamento melodico accattivante e persuasivo.

Ecco così apparire immagini, personaggi e simbolismi esoterici (il cinghiale bianco legato alla tradizione sacra dei Celti, le dottrine di René Guénon), abbondanti richiami etnici e geografici (le danze sufi, i mercanti indiani, gli alberghi di Tunisi, i treni dell’Albania) e, di contro, la critica pungente alla futilità e alla mercificazione che dominano l’età contemporanea scaraventata attraverso le diapositive che scorrono lungo tutto il viaggio (“nelle metro giapponesi, oggi, macchine d’ossigeno”, “Supermercati coi reparti sacri che vendono gli incensi di Dior”, “studenti di Damasco, vestiti tutti uguali”, “vuoi vedere che l’Età dell’ Oro era appena l’ombra di Wall Street?” e l’impareggiabile monito “il giorno della fine, non ti servirà l’Inglese“) e che paiono buttate un po’ a casaccio e ne rappresentano invece l’ anima vera, la mossa usata per mettere sotto scacco le certezze volubili e falsamente consolatorie del nostro tempo.

Musicalmente c’è, soprattutto nella prima parte dell’album, la scelta di aderire ai canoni estetici della musica pop che si affaccia agli anni di plastica del decennio ormai alle porte con l’uso di sintetizzatori, della chitarra graffiante di Alberto Radius e della batteria pulsante in primo piano ma non mancano gli spazi riservati all’introspezione e ai richiami alla musica da camera come nello strumentale Luna Indiana, nella melodia per piano, oboe e canto latino di Pasqua Etiope, e nella conclusiva Stranizza d’amuri, canzone d’amore che evoca immagini insolite (i carrettieri che fanno i loro bisogni lungo la strada) e nasconde strabilianti finezze di dizione armonico/dialettale (“‘a litturina da Circum’Etnea, i saggi ginnici, ‘u Nabuccu, ‘a scola sta finennu” è uno dei pochi autentici virtuosismi lessicali concessi da Battiato lungo la sua carriera).

Pochi ne capiranno il senso, fermandosi a guardare il dito anziché la luna dando ragione a Confucio piuttosto che a Guénon.  

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

61CTF02077L._SX425_

Annunci

3 thoughts on “BATTIATO – L’era del cinghiale bianco (EMI)

  1. Ero una ragazzina e questo disco l’ho consumato, sedotta dalle atmosfere inusitate per l’epoca e il contesto e sicuramente senza capire un quarto di quello che voleva dire Battiato. Stranizza d’amuri era la mia preferita.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...