THE CUBICAL – Come Sing These Crippled Tunes (Dead Young)

Aria da bordello e puzzo di travi ammuffite nell’alcol. Magnaccia dalle barbe dure come setole di cinghiale seduti ad imprecare sulle carte appassite dal fumo e baldracche a caccia di clienti che sculettano nel turpiloquio che infesta la sala.

In un angolo, una band di pelosi morlocks che suona un groviglio di sterpaglie blues sotto i latrati di un cane ringhioso che risponde al nome di Dan Wilson: si chiamano The Cubical ma a nessuno pare importarne un cazzo.  

Waits, Beefheart, Cave sono i primi nomi evocati, per via di certi soffi etilici da battello ebbro (Great White Lie, In the Night), Stairs e Big Kids i secondi, vuoi per lo stesso pedigree liverpooliano, vuoi per i ragli R’ n B di I’m a Peacock o Edward the Confessor. E, da bravi italiani, aggiungerei pure i Playground del compianto Stiv Livraghi. Non tutti possono permettersi oggi di suonare un voodoo-blues con le spille conficcate in gola davanti alle platee dei Coral simulando di essere sul palco del Crawdaddy. Loro si.

 

                                                                        Franco “Lys” Dimauro

Come+Sing+These+Crippled+Tunes

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