THE BIRDS – The Collectors’ Guide to Rare British Birds (Deram)

Uccellacci e uccellini.

Il cielo degli anni Sessanta era affollato di volatili di ogni sorta e misura.

Talmente tanti che i Birds londinesi (quelli cioè di cui vi parlo) ebbero non pochi problemi di “identità”. Nati infatti nel 63 come Thunderbirds, avrebbero dovuto cambiare immediatamente nome in un più anonimo Birds dopo l’exploit dei Thunderbirds di Chris Farlowe.

Purtroppo per loro a poco sarebbe servito visto che l‘arrivo degli americani Byrds e dei legali della Columbia avrebbe avuto la meglio, in termini di popolarità e beghe legali, sui più sfortunati volatili britannici creando scompiglio tra i fans e di fatto sabotando le vendite del loro secondo singolo.

Del tutto inutile del resto l’escamotage di mutare il nome in Birds Birds per quello che sarebbe diventato il loro ultimo 45 giri: le ali dei Birds sarebbero volate ancora per poco, senza avere il tempo di realizzare quello che si avevano tutte le ragioni per pensare sarebbe potuto diventare uno dei debut-albums più incendiari del beat inglese. Sicuramente più di quello dei Beatles.

Forse addirittura superiore a quelli di Kinks e Rolling Stones.

Ma quello che nei fatti resta tutto il patrimonio musicale dei Birds è raccolto qui, in questa collezione della Deram che integra la storica These Birds Are Dangerous uscita su vinile per la Edsel con il singolo per la Reaction, alcune demo ed inediti del biennio ‘66/’67 e la storica That‘s All I Need che i Birds eseguirono sul set di The Deadly Bees, oscuro B-Movie di Freddie Francis datato 1967.

Il suono dei primi Birds è impregnato di musica black, soprattutto quella di casa Motown, ma suonata con una ferocia pari solo a quella degli Who.

Un suono che abita dentro una camera d’eco che esaspera e amplifica i pochi ma laceranti accordi della chitarra di Ronnie Wood (già, proprio quel Ronnie Wood) e dell’armonica blues che domina brani come You‘re On My Mind, You Don‘t Love Me o Next In Line. Tutto assolutamente assordante, se siete tra quelli che ascoltano ancora i dischi in un impianto audio che non siano le casse da filodiffusione che il vostro negoziante vi ha spacciato per speakers da personal computer.

È un R ‘n B sfacciato e prepotente, pronto ad offendere che farà da archetipo sotterraneo per molte bands a venire, dai Motörhead che proprio alla versione dei Birds si ispireranno per la loro cover di Leavin’ Here (che nessuno, nemmeno i Who erano riusciti a proporre in modo così selvaggio ed erotico, NdLYS) ai Tell-Tale Hearts.

Come prendersi un calcio in culo da un pachiderma e non averne abbastanza.

Sbagliato se pensate che poterne fare a meno. Sbagliato continuare a farlo comunque.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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