CHOCOLATE WATCH BAND – No Way Out / The Inner Mystique (Sundazed)

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Nonostante il tentativo (fallito) di Ed Cobb di fare della Chocolate Watch Band un gruppo da Top Ten e a dispetto del fatto che gran parte del materiale presente sui loro primi due album fosse in realtà stato registrato da session-men (su 65 minuti totali, solo una ventina sono quelli in cui la band suona realmente, NdLYS), un alone di leggenda ha preservato per decenni quelli che ancora oggi sono considerati due must assoluti della stagione psichedelica americana. La stessa leggenda che, dalla pubblicazione di Let‘s Talk About Girls su Nuggets (anche quello un brano “fake” con la voce di Aguilar sostituita da quella dell’autore del pezzo, NdLYS), ha elevato la Watch Band a ribelle modello estetico di riferimento per una intera generazione di musicisti. In realtà si trattava, al pari di quelli degli altri protetti di Ed Cobb The Standells, di album stilisticamente discontinui che si spostavano da Dylan agli Stones, dalla psichedelia mistica all’R ‘n B, dal folk/rock al beat alla ricerca di una via personale di evangelizzazione verso la cultura pop che, complice la mancanza di una vera identità artistica, non arriverà mai.

 

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro

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DOM MARIANI – Homespun Blues & Greens (Citadel)

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Un fuoriclasse infatuato dei sixties a tutto tondo, capace di manipolare con eleganza e classe garage rock, soul-beat, surf o qualsiasi altra cosa vogliate estrarre dal cilindro magico del r ‘n r. Oggi, con 20 anni di dischi sulle spalle, Dom non ha più nulla da dimostrare ad alcuno se non la sua capacità di saper scrivere delle pop songs perfette. Homespun è un disco distante dalle tempeste ormonali degli Stems così come dalle scelte estetiche delle altre sue bands. Un disco che, se non mi facesse paura il termine, potremmo definire come quello “della maturità”, con un fine lavoro di arrangiamento e un songwriting magistrale. Se gli Stems ti tiravano giù dalle sedie, Homespun è un disco disteso ma non lezioso, figlio concettuale di geni come Brian Wilson, Peter Case o Burt Bacharach. Essenziale ricercato demodè ma in grado di inghiottire intere discografie di tanti nuovi eroi del guitarpop.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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