AA. VV. – Beretta 70 (Crippled Dick Hot Wax)

Il mustazzo più intoccabile cui il disco è dedicato è, ovviamente, quello di Maurizio Merli, eroe assoluto dei poliziotteschi italiani degli anni ’70. Uscito indenne dai proiettili della criminalità organizzata di Roma, Torino, Corleone, Napoli, Milano, Brooklyn e stroncato da un infarto mentre giocava a tennis a soli 49 anni.

In realtà dentro Beretta 70 fanno le loro comparsate anche altre icone armate e più o meno baffute di quel periodo: Fabio Testi, Franco Nero, Cristopher Mitchum, Franco Gasparri, Claudio Cassinelli, Stuart Whitman. Sembra di vederli sfrecciare sulle loro Giulietta man mano che dalle casse vengono fuori i temi che ne sottolineavano le sgommate sulle pellicole di quegli anni e che, anche decontestualizzate dal loro intento primario, affascinano per il buon gusto che le arredava. Si tratta per lo più di groove funky come quelli in voga in quel periodo mescolati all’occorrenza con qualche sapore popolare (la Folk & Violence di Franco Micalizzi dal sapore partenopeo, il crescendo orchestrale de La polizia ha le mai legate che evoca i paesaggi liberty della Torino rappresentata nell’omonimo film). Una stupenda capsula del tempo che pare funzionare anche a rovescio (l’attacco di Mark a cura di Adriano Fabi e Sammy Barbot sembra un fantasma della Don‘t Stop ‘til You Get Enough di Michael Jackson che uscirà solo quattro anni dopo così come l’arpeggio di Life of a Policeman ricorda tantissimo quello che i Clannad useranno per In a Lifetime, NdLYS) e che, se per chi come me ha ciucciato dalle tette dei film italiani di quel periodo è difficile dissociare dalle immagini degli inseguimenti e degli omicidi di quelle pellicole, per i più snob che non sanno nemmeno di cosa stia parlando ha comunque un altissimo valor proprio grazie a piccoli capolavori di ambientazione sonora come New Special Squad, Goodbye My Friend, La via della droga, Summertime Killer, Nucleo antirapina, Blazing Magnum, Driving All Around.

Gli eroi, oltre ai poliziotti, sono ovviamente i fratelli De Angelis, i Goblin, Franco Micalizzi, Stelvio Cipriani e gli altri che hanno reso grande una delle migliori e più sottovalutate scene musicali italiane.

Erano gli anni del piombo e della diossina.

Ma erano sempre meglio dei veleni che ci intossicano adesso.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

160765501006

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...