HOODOO GURUS – Mach Schau (Capitol)

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Dopo la parentesi Persian Rugs dello scorso anno (un mini e un album reperibili solo sul mercato import, come del resto il CD di cui parliamo), ecco i Gurus riappropriarsi del loro nome e venir fuori con questo Mach Schau. Come a dire: facciamo spettacolo!. Uno show che i Gurus fanno da anni. Sempre uguale ma sempre diverso. Con addosso le camice paisley ben prima che diventassero fashion e ancora lì ora che tutti le si è rimesse in armadio. Mach Schau è un disco scostante ma bello che offre il meglio quando si adagia sul cliché Hoodoo Gurus (ma è probabile che il limite sia mio, non loro): l’efficace singolo Nothing‘s Changing My Life con il suo avanzare atipico eppure fulminante, quindi la cristallina When You Get to California che sarebbe stata benissimo su Mars Needs Guitars! e invece andrà sulla mia personale soundtrack estiva, il power rock di The Mighy Have Fallen, la densità soft di Dead Sea. Quello che non piace sono certe “forzature” nel suono e nel cantato di Dave (Isolation in questo senso è quasi un pezzo hardcore e il rifferama di #17 un detrito Morelliano) che suonano inappropriate e inopportune. Gli Hoodoo Gurus non hanno bisogno di reinventarsi uno stile, vanno benissimo così come li abbiamo amati. Bentornati, guru!

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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MONSTER MAGNET – Dopes to Infinity (A & M)

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Dopes to Infinity assottiglia il confine che separa i Monster Magnet dallo status di gruppo culto dello space-rock a band hard-rock di pubblico dominio.

Senza perdere energia cinetica, l’astronave Monster Magnet si infila dunque nella stratosfera in modo da poter essere guardata da tutti. Il suono perde in parte i connotati mostruosi e l’immagine alterata del gruppo cede alle banali lusinghe dell’immaginario “sex and drugs and rock ‘n roll” perdendo molto del suo fascino eccessivo ed esoterico. La navicella spaziale di Mr. Wyndorf devia dunque dalle sue coordinate intergalattiche verso un più raggiungibile viaggio nella Via Lattea secondo le rotte tracciate dal vascello dei Soundgarden, best-seller della sezione alternative-metal per l’etichetta che li ha messi sotto contratto.

Dopes to Infinity perde dunque in follia quello che guadagna in appeal radiofonico, pur presentando delle tracce di space rock alterato (I Control, I Fly, Ego the Living Planet, Theme From “Masterburner”) che stavolta suonano più come reperti archeologici che come roba venuta dal futuro e rimanendo pur tuttavia su livelli artistici più che dignitosi anche quando i reattori si spengono del tutto lasciando fumare uno spaghetti western acustico come Blow ‘em Off o il furto ai danni di Santana perpetrato per Dead Christmas. La musica dei Monster Magnet pur meno fumata rispetto a quella degli esordi rimane ancora permeata da quel fascino sinistro e luciferino (Look to Your Orb for the Warning, All Friends and Kingdom Come, Dopes to Infinity, King of Mars) che la avvolgeva al momento del concepimento.

Un pachiderma Marveliano che si muove sopra le nostre teste come una gigantesca e vorace creatura cannibale.

Miscelando Hawkwind, Stooges, Doors, Captain Beyond e Third Bardo, il mostro magnetico incarna l’incubo spaziale dominante degli anni Novanta.  

Benvenuta nell’era dell’Ariete, bambina.   

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro 

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AA. VV. – Guitar Ace: Link Wray Tribute (MuSick)

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Link Wray è una delle icone più criptiche e sexy della storia del rock ‘n roll, finendo per rappresentare anche esteticamente quello che la sua musica voleva evocare nella sua incessante pioggia di distorsioni e riverberi.

Un genio ed un estro musicale senza il quale tutta la storia del rock avrebbe vissuto con un’ampia mutilazione che ci avrebbe privato di bands come Cramps, Mudhoney, Nomads, Lyres, Motörhead, Gruesomes, Man or Astro-man?, Reverend Horton Heat per tacere di quel perenne tributo vivente a Link che è Rudi Protrudi in ogni sua incarnazione. Un pellerossa mezzosangue che ha prodotto uno dei più originali e spettacolari campionari di lascivie del XX Secolo cui la MuSick rende giustizia assemblando uno dei più golosi tribute-albums di sempre. Dopo aver parcheggiato gli occhi per un pugno di secondi sulla fichissima Kelly Harper che vi introduce al viaggio, lasciatevi lusingare da ventiquattro strepitose pepite di twangin’ sound riprodotte con la perizia dettata dall’amore che il celebrato di turno merita: Calexico, Fleshtones, Volcanos, Mystery Action, Woggles, Southern Culture on the Skids, Gore Gore Girls, Boss Martians, Spy-Fi, Pollo Del Mar alcuni dei nomi coinvolti e, vi posso garantire, non un passo falso, non una buca. Autentica lo-fi shit per cowboys alieni. Partite da qui e poi andate a cercarvi gli originali. O fate il tragitto inverso, ma non privatevene. Dig it!!!

                                              

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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