AA. VV. – Teenage Shutdown # 11 / 12 / 13 /14 (Crypt)

In totale spregio a chi si arricchisce stampando dischi che sono merda pressata, Tim Warren si ostina a preservare il più incontaminato, sanguigno, crudo spirito teen.
Ecco dunque a noi i nuovi quattro scintillanti volumi di Teenage Shutdown.
Dischi che non andrebbero nemmeno recensiti. Punto.
Roba che andrebbe tirata fuori dagli sciaffali del vostro pusher di fiducia e portata a casa, a scatola chiusa, senza soffermarsi manco sulla scaletta. Mr. Crypt continua a dare un’accomodata “tematica” al suo strabordante archivio e tira fuori altre 72 rozzissime perle di nettare 60s.
L’orgia inizia con No Tease… che vi afferra la carotide con 19 tracce di altrettanti giovanissimi combos mossi da un entusiasmo impetuoso e febbrile.
Pura urgenza giovanile, mutande bagnate da polluzioni incontrollate, richieste sessuali esplicite mascherate da innocue promesse d’amore (I’m Gonna Love You degli Hangmen trasformatisi di lì a poco in una delle più brillanti bands dell’era-Pebbles come Five Canadians, NdLYS).
Con I’m Gonna Stay si precipita nella terra del fuzzbox con diciassette pezzi corrosi da quella distorsione gracchiante che aprì nuovi confini musicali attorno ai mid-sixties.
Super Stuff dei Rock Gardens vi manderà dritti all’Inferno.
Il # 14, Howlin’ For My Darlin’, è il più esplosivo del lotto. Puro distillato garage/R ‘n B.
Si parte a bomba con Baby degli ultracool Tasmanians, roba da farlo drizzare anche a chi è in coma irreversibile. Se riuscite a proseguire nell’ascolto senza tornare ripetutamente all’inizio, vi imbatterete nel crudo rhythm ‘n blues dei Graved Image, E-N-O-R-M-I, o nel vomito fuzz di Don’t Crowd Me di Keith Kessler (gli Outta Place ve la schizzarono in faccia dal loro Outta Too!!, ricordate?) o ancora nella sporcizia della Almost There degli Spirits, riciclata anni dopo dai grandi Stomachmouths, qualche meridiana più in là.
Il resto, scopritelo da voi. Raccolta imperdibile.
Ancora maniacale beat-punk per She’s a Pest!. Armoniche urticanti, ritmica battente e distorsioni selvagge, primitive. Gemme come I’ve Gotta Way With Girls dei Lavander Hour o Knock On My Door dei Primates sono di quelle cose che fanno ancora brillare il rock ‘n roll come la più abbagliante delle stelle e che il sistema di rimasterizzazione Cedar adottato da Tim per questa collana ci restituiscono con una potenza di ascolto devastante. DIG IT!!!!

 

                                                                                  Franco ”Lys” Dimauro

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