JAPAN – Obscure Alternatives (Hansa)

Le registrazioni di Obscure Alternatives si svolgono con i Japan ancora ostaggi dell’Hansa Records e dell’immagine porno-glam che l’etichetta ha loro cucito addosso. Le direttive dettate al team Ray Singer/Chris Tsangarides sono chiare: costruire la disco-music per il nuovo popolo di new wavers in cerca di eroi, sfruttare l’androgina bellezza di David Sylvian per tirare a bordo della scialuppa Japan uomini e donne dall’incerta identità sessuale, orfani figli dello sperma alieno di Ziggy Stardust e delle pose dandy di Bryan Ferry.

In contrapposizione a queste richieste i Japan cercando di lasciar filtrare una identità musicale ancora incerta.

Se non più adolescente, di certo non ancora adulta.

Le chitarre sono ancora le protagoniste assolute della confusa scaletta messa in piedi dal gruppo inglese, sia quando spadroneggiano con fare stonesiano (Sometimes I Feel So Low) o fraseggi degni di Brian May (Automatic Gun), quando simulano ritmiche da robot giamaicani (Rhodesia, Obscure Alternatives) o accennano spastici gesti funky (Deviation) sono ancora loro le prime attrici del caotico suono dei Japan.

La sorpresa, lo scorcio inatteso su quello che sarà il suono futuro dei Japan arriva in chiusura di album, nei sette minuti di The Tenant, registrata in proprio dopo aver cacciato produttore ed ingegnere del suono dagli studi.

È proprio questa, assieme alla Life in Tokyo registrata l’anno seguente assieme a Giorgio Moroder la chiave di volta per il sound dei Japan adulti.

La fase che segna il passaggio dall’adolescenza di un suono ambiguamente stritolato tra disco music, funky androide, glam e bubblegum all’elegante smoking dei gentiluomini con le polaroid.

The Tenant è l’accesso alla via del dolore che verrà percorsa attraverso The Other Side of Life, Nightporter e Ghosts. Un lungo gioco di gimnopedie pianistiche figlie di Satie, giochi Frippertronici di chitarre, distese polari di tastiere, campanelle orientali e un pigro assolo di sassofono a sostituire la voce di David, intento a smaltire le incazzature con Ray Singer.

Sono i primi sette minuti di vita dei nuovi Japan.

Sette minuti di dolore muto.

 

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

japan_obscurealternatives

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...