R.E.M. – Fables of the Reconstruction -> Reconstruction of the Fables (I.R.S.)

Titolo ambiguo ed ambivalente per il terzo disco in studio della band di Athens che in questa incertezza battesimale rivela la sua natura di disco strambo, umorale ed enigmatico, dalla strampalate note della copertina con una track list buttata lì a casaccio con l’aggiunta di una traccia che invece non verrà mai incisa su quei solchi come When I Was Young e una line-up dove i protagonisti assumono le sembianze di strani personaggi kafkiani (Best Boy, Ministry of Music, Gaffer Interpreter, Consolate Mediator) fino alla scelta di un produttore come Joe Boyd che dovrebbe esaltare le trame folk della band e che finisce invece spesso per schiacciare a terra il jingle jangle gassoso del disco precedente, come succede in Old Man Kensey, nella fin troppo scontata ballata Wendell Gee o nella cupa Feeling Gravity Pulls che introduce al climax del disco con tanto di greve ingresso di violini nella fino ad allora parca e frugale economia sonora dei R.E.M.

Fables of the Reconstruction tuttavia, al di là dei trucchi e del “produttore di grido” registra il primo preoccupante calo creativo nella storia della band di Athens, particolarmente evidente nella seconda side del disco che, dopo gli scatti funk di Can‘t Get There From Here pare accartocciarsi su se stessa con la prima serie di “scarti” REMiani fino a spegnersi nella blanda Wendell Gee, country moscio di cui davvero nessuno sentiva il bisogno.

Le cose vanno leggermente meglio sulla prima facciata su cui svettano la bella e sognante Maps & Legends (che si ferma, per nostra fortuna, appena ad un passo dallo svenevole, NdLYS), la grintosa Driver 8 che fungerà da archetipo per la The One I Love che bagnerà tante mutandine due anni dopo e la Life and How to Make It che gode di chitarre meno arpeggiate di quanto esige l’etichetta di “nuovi Byrds” che la critica buona ha appiccicato al culo di Peter Buck e soci.

Chi volesse scoprire perché si parla dei R.E.M. di una delle band fondamentali del rock americano degli anni Ottanta, non parta da questi binari morti.            

 

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro

R_E_M__-_Fables_of_the_Reconstruction

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...