RAMONES – End of the Century (Sire)

Se qualcuno ve lo vende come il peggior disco dei Ramones voi compratelo.

Anzi, fatene un’arma per trattare sul prezzo.

E portatevi a casa il capolavoro pop dei fratellini Ramones che all’alba degli anni Ottanta sono presi in ostaggio da Phil Spector nei Gold Star Studios di Los Angeles.

Sono gli stessi dove Phil ha creato il wall of sound che è da sempre un’ossessione per Joey. Ogni volta che scrive un pezzo per la band, ogni volta che sale su un palco a fare il suo one-two-three-four show, Joey ha in mente quel suono.

Lo ha rincorso per anni.

Ora ha chiesto a Spector di lavorare con loro.

E Spector ha accettato.

Ma Phil non è più il ragazzo strampalato degli anni Sessanta.

E’ reduce da un incidente gravissimo che lo ha quasi portato nell’oltretomba.

Gli hanno preso il cervello dall’asfalto e glielo hanno rimesso a forza dentro il cranio, ricucendolo con 700 punti di sutura. E da allora è diventato un folle con la mania per le armi da fuoco. Quando apre la porta degli studi con in mano una pistola, i Ramones si accorgono di essere in trappola.

Phil punterà quella pistola in faccia alla band più volte, durante queste interminabili sedute di registrazione. Phil odia i Ramones. Li giudica degli incapaci che sognano di suonare perfetti come i Beach Boys. E lui è ossessionato dalla perfezione.

Il solo accordo che apre l’album (quello di Do You Remember Rock ‘n Roll Radio?, per capirci) verrà risuonato CENTOSESSANTA VOLTE prima della volta decisiva. Dodici ore di sessions in fumo per un solo accordo. Con la band che minaccia di andarsene e Phil che li tiene sotto tiro con la sua Calibro 38.

Indovinate voi se alla fine siano rimasti o no.

End of the Century viene lavorato in questo clima da delirio omicida che contrasta con la dolcezza pop che Spector riesce a tirare fuori dal caos primordiale dei Ramones. L’album regala alla band il primo successo da classifica. Perché siamo nel 1980, c’è stato il punk, l’hard rock e sta esplodendo la furia hardcore e metal ma ai violini nessuno riesce ancora a dire di no e così Baby, I Love You, scritta da Spector per le Ronettes quasi vent’anni prima, plana in classifica. È il momento di massima visibilità per la band, grazie anche alla commedia cinematografica Rock ‘n Roll High School che sdogana i Ramones anche sulle terre emerse e non solo nel mondo sommerso della musica per tossici.

I Ramones arrivano anche sulla copertina di Topolino, il 6 Settembre del 1981.

Ma al di là dei meriti (o demeriti) commerciali, End of the Century è il disco che ridisegna il suono dei Ramones senza rinnegarlo, come sarà fino alla fine.

E’ come se la band fosse arroccata sul suo castello (il disco ha palesi rimandi alle “storie” del primo album, come è evidente su The Return of Jackie & Judy o This Ain‘t Havana) mentre Phil Spector cerca di demolirla mattone dopo mattone.

La fortezza però resiste, mentre i fratelli sparano cartucce come Chinese Rock, Let‘s Go, High Risk Insurance o una perla di pop romantico come Danny Says che molti idioti non perdoneranno mai a Joey e che invece è una delle cose più preziose che abbia mai scritto, in grado di competere davvero con le delizie pop degli anni Sessanta che con i suoi occhi da miope ha sempre guardato dalla finestra di casa sua.

 

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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