LEIGHTON KOIZUMI feat. TITO AND THEE BRAINSUCKERS – When the Night Falls (Ammonia)

All’alba del nuovo secolo di Leighton pare non ricordarsi più nessuno.

Le ultime, tragiche voci lo davano per scomparso. Addirittura per spacciato.

Portato via dalle droghe, cadavere tra i cadaveri che aveva disseppellito assieme ai Gravedigger Five e ai Morlocks, quando era un giovane teppista di San Diego e un eroinomane devastato dagli abusi a San Francisco.

Però, anche se sei un ignobile e disgustoso figlio di puttana, c’è sempre qualcuno in questo mondo che si ricorda di te, anche solo per spaccarti la faccia.

Di Leighton si ricorda Tito Fabio Macozzi.

Sul palco, quando si mette alla guida dei suoi Brainsuckers, indossa una maschera da wrestler.

All’epoca hanno registrato un mini album pieno di garage rumoroso per la Toast.

Poi verrà fuori un album che recensiremo in due e ascolteremo in dieci.

Tito non crede a una sola parola sulla presunta morte di Leighton e pensa ancora, quindici anni dopo Submerged Alive, che i Morlocks siano la miglior garage band mai passata sulla crosta terrestre.

Sono vivi, si convince.

Sotterrati, seppelliti, sommersi, ma vivi.

Come quel loro ultimo disco.

L’ostinazione spesso fa miracoli.

Tito scova Leighton Koizumi. Lo tempesta di emails, telefonate, inviti.

Leighton Koizumi si alza e cammina, come Lazzaro.

Lo convince a riprendersi quello che gli spetta per merito e diritto: la sua musica, il suo palco, le sue canzoni.

Lo invita a raggiungere gli studi Red House di David Lenci dove i Brainsuckers sono pronti per lui. Hanno rispolverato alcune delle canzoni che hanno fatto la storia dei Morlocks (Leavin’ Here, You Mistreat Me, Get Out of My Life Woman, Born Loser, Project Blue, When the Night Falls, Cry in the Night) e vogliono che lui, l’Iguana meticcia, le canti.

Non deve fingere di essere nessun altro: deve essere Leighton Koizumi.

Il più debosciato urlatore punk ancora in circolazione.

Il risultato di quelle sedute è When the Night Falls, come il vecchio pezzo degli Eyes che chiude la raccolta e che è uno dei grandi amori di Koizumi.

È tutto quello che ci sarebbe bisogno di cantare per sentirsi di nuovo vivi.

È quello che serve al mondo per accogliere nuovamente il Dio del garage punk.

Grazie per questi nuovi tredici comandamenti.

 

 

                                                                                  Franco “Lys Dimauro

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