HÜSKER DÜ – Metal Circus (SST)

Fatto definitivamente fuori Greg Norton dal ruolo di autore, Grant Hart e Bob Mould iniziano a definire quello che sarà lo stile Hüsker Dü con Metal Circus.

Ancora un mini, che dura addirittura meno di Land Speed Record ma che a differenza di quello contiene solo sette canzoni.

È il primo risultato di quella “ossigenazione” del suono che era percepibile su Everything Falls Apart. Bob Mould affina il suo gusto per la distorsione compressa e “ipersonica” mentre a Grant Hart è affidato il compito di aprire le maglie della cotta di ferro che corazza il suono della band lasciando passare la luce di ballate pop memori della lezione dei Wipers di Greg Sage.

It‘s Not Funny Anymore e la dolorosa Diane segnalano il suo ingresso nella storia dell’indie-rock americano.

La chiusura del disco, affidata agli squarci free-jazz di Out on a Limb sono il preludio alla salita verso l’Arcadia Zen.

Il cielo è grigio piombo.

Minneapolis canta il suo blues.

I lupi scendono a valle, disossando cadaveri.

L’hardcore muore qui, stritolato da un cerchio di metallo.

 

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro 

huskerdu-metalcircus-front

   

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