THE CURE – Pornography (Fiction)

Nel 1982 i Cure sono tre corpi che precipitano nel baratro.

Pornography è il suono di quei tre corpi che affondano dentro quella voragine.

L’oltraggio pornografico cui allude il titolo non ha niente a che fare con la carnalità che spesso si associa all’idea stessa della pornografia ma con l’idea ugualmente oscena ed immorale della decomposizione, della privazione, del disfacimento corporale, sensitivo, passionale.

Pornography è un prisma nero che inghiotte ogni fascio di luce.

Nessun colore vive qui dentro.

Nessuna forma di vita si muove, in questo orizzonte appiattito ed immutabile, dentro questo sarcofago dove siamo stati seppelliti, dentro questa camera iperbarica senza nessun pertugio ma in cui soffia una perenne folata di aria gelida e nella quale risuonano i tamburi dei soldatini di latta che sono venuti a farci da guardia, in questa implacabile immobilità che ci avvinghia come un enorme tentacolo, in questo stato comatoso di atrofismo respiratorio.

Il canto di Robert Smith è diventato una supplica.

Il suono dei Cure il crepitio di un legno seccato dal sole.

I tamburi le scudisciate di un cappio su una lastra di zinco. 

Qui è il supplizio, qui il tormento.

Come dei Napoleoni davanti al Generale Inverno ci stringiamo nei nostri spolverini, lasciando le impronte sulla neve.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro 

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