IGGY AND THE STOOGES – Raw Power (CBS)

Dopo lo sfacelo dei concerti dei primi anni Settanta, Iggy ha le vene gonfie di eroina.

I capoccia della Elektra hanno gonfie le palle. Di lui e dei suoi Stooges.

Iggy stramazza sul palco, Dave Alexander a malapena riesce a ricordare di pigiare le corde del basso. Gli Stooges sono al collasso. Inaffidabili, tossici, pericolosi.

E la Elektra ha già pagato il proprio tributo al Club27, non ha bisogno di un altro Jim Morrison. Tantomeno se vende meno della metà.

L’etichetta li scarica e tira lo sciacquone.

“Se sono abbastanza stronzi come immaginiamo, galleggeranno comunque”, si dicono.

E difatti galleggiano. In un fiume di merda, alcol ed eroina ma galleggiano.

Nel 1971 gli Stooges affiancano una seconda chitarra a quella di Ron Asheton.

Iggy ama circondarsi di tossici e James Williamson, il suo nuovo amico di buco, è uno con un buon pedigree. Lo presenta agli altri ma Ron lo conosce già, dai tempi dei Chosen Few. James diventa il nuovo motore del gruppo. Ha un stile non in anticipo sui tempi come quello di Ron ma adatto ai tempi. Aggressivo, feroce e sporco di rock ‘n roll. Non ha l’ipnotismo di Ron ma ha groove.

Diventa il perno del nuovo suono degli Stooges che, su indicazione della nuova etichetta e di David Bowie, diventano la backing band di Iggy Pop: James Williamson alla chitarra, Ron Asheton supplente di Dave al basso e suo fratello Scott alla batteria.

Si è a lungo dibattuto su quale sia la versione “definitiva” e migliore di Raw Power, in una interminabile catena di ristampe, ri-missaggi, riedizioni che non accenna a spezzarsi. L’unica cosa certa è che comunque lo si ascolti, anche con una merdosa radio a transistor o con una testa di chiodo, Raw Power è un disco che azzanna il rock ‘n roll. Lo afferra coi denti e lo scuoia.

Un album che si bea della sua stessa sporcizia. Un maiale che sguazza nel fango.

Search and Destroy, Your Pretty Face Is Going to Hell, Raw Power, Shake Appeal e Death Trip sono già il prototipo di tutto lo street rock ‘n roll a venire.

I Need Somebody e Gimme Danger mostrano invece il lato torbido della faccenda: ballate percorse dal demone del blues. Nate cattive.

Penetration fa storia a se. E’ un siparietto porno che solo Iggy può recitare con tale esasperato, sfatto sudiciume. E infatti nessuno osa più toccarla, diventando l’unica robaccia degli Stooges con cui nessuno proverà a confrontarsi, per non coprirsi di ridicolo. La voce di Iggy è un rivolo di sperma, mentre sotto scorre il riff metallico di Williamson e le poche note del piano di Bob Scheff cui si sovrappongono, dopo il primo minuto e mezzo, i cori malati di Asheton.

Tutta l’immoralità del rock ‘n roll degli Stooges viene raccolta in una coppa e spartita al loro pubblico, perché nessuno dimentichi, anni dopo, che tutto era già stato detto. Tutto era già stato fatto. Tutto era già stato scritto.

Non era necessario dire di più, nemmeno per loro.

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro 


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