THE POLICE – Reggatta De Blanc (A&M)

Quando esce Reggatta De Blanc, nell’Ottobre del 1979, il reggae è già diventato un affare da bianchi, e non solo per merito dei Police.

Ci sono già stati i Clash, i Ruts e la prima serie di singoli della 2-Tone in quello stesso autunno sta inondando la terra di Albione.

Ma nessuno suona come i Police.  

Nessuno è in grado di armeggiare gli strumenti con l’abilità di Sting, Andy Summers e Stewart Copeland. Lo si era già capito ai tempi dei primi concerti nel circuito punk, che i Police erano degli “infiltrati”.

Le facce un po’ da sbirri le avevano già allora.

Sembravano tre Chippies appena scesi dalle loro Kawasaki.

Reggatta De Blanc ora confermava il sospetto che i tre biondi col punk non avessero proprio nulla a che spartire e, soprattutto, che a loro non gliene potesse fregar di meno.

L’approccio cinico e disinvolto dei Police al suono reggae produce un nuovo cortocircuito tra il linguaggio musicale occidentale e la dinamica ritmica giamaicana creando un modello che registrerà diversi tentativi di replica anche qui in Italia (nel biennio immediatamente successivo gente come Vasco Rossi, Ivano Fossati e Loredana Bertè si cimenteranno coi ritmi sincopati del reggae riscrivendo, di fatto, The Bed‘s Too Big Without You, senza che nessuno se ne accorgesse, NdLYS) ma getta pure i ponti per certo rock da trincea che esploderà da lì a breve proprio in Gran Bretagna (il frammento strumentale che intitola l’album, nato dal vivo come lunga coda alla vecchia Can‘t Stand Losing You è un canovaccio tipico del suono d’artiglieria degli U2 di Boy e dei Big Country di The Crossing, NdLYS).

Ciò che li rende diversi da tutti gli altri è l’impermeabilità al fascino sinistro del rude-boy che invece le altre band, Specials e Clash in primis, importeranno in toto dalla cultura giamaicana assieme all’arte del ritmo in levare. La fascinazione dei Police per la musica caraibica è invece puramente finalizzata alla costruzione di un suono ricercato da contrapporre alla rozza attitudine punk che dilaga nella giovane Inghilterra e da cui i tre londinesi prendono le distanze sin da subito: “non siamo dei punk, non suoniamo punk music” dichiarerà Andy Summers in ogni intervista rilasciata a promozione dell’album.

Sofisticate e diverse del resto erano le origini musicali di ognuno dei tre: fusion e blues per Sting, prog-folk per Stewart Copeland, Canterbury sound e R&B per Andy Summers.

Tutto quello che il punk aveva spazzato via e che i Police non chiederanno più indietro. Avrebbero comunque dimostrato di aver vinto loro, un giorno o l’altro.

Ora, quel giorno era arrivato.

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Police-album-reggattadeblanc

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