ROY LONEY AND THE LONGSHOTS – Drunkard in the Think Tank (Career)

Roy Loney ha quasi 60 lune sulle spalle.

A pensarci, ci sentiamo tutti un po’ più vecchi.

E anche il suo modo di approcciarsi alla materia è un po’, come dire, out of time.

Che fu poi l’esatto motivo per cui venne gentilmente invitato a lasciare i Flamin’ Groovies dopo Teenage Head. Ritrovarlo oggi a quasi 40 anni dall’uscita di Sneakers fa un grande effetto-nostalgia fomentato dal fatto che questo suo nuovo disco si nutre delle stesse rock pills di allora: merseybeat (She‘s the One), boogie festosi (Nobody Does It, Let Me Go), grandiosi Groovie-tunes (Doggone FiveYou Don‘t Owe Me, Such a Nice Boy), rock ‘n roll (Grapey Wine, Hang With Me).

Avrete capito che non si tratta di un disco imprescindibile se non per gli amanti del classico power rock dei Groovies ma quello che si chiede a gente così è di essere onesti con se stessi e i fans e in questo Roy dimostra di meritarsi il massimo rispetto.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

MI0000444160

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