PETER PAN SPEEDROCK – Loud Mean Fast & Dirty (Bitzcore)

Il messaggio estetico è più che chiaro: cilindri, carburatori, cinghie e pulegge, copertoni e cromature d’assalto. Praticamente l’immaginario hotrod cui una label come la Gearhead ha dedicato la propria missione. I PPS sono invece olandesi e non hanno ancora fatto pit-stop presso la scuderia di Michelle Anould per chissà quale motivo. Suonano veloci e disperati, come i Motörhead dei tempi d’oro (mentre Dead Mechanics suona come una Bad Fun dei Cult sotto speed, NdLYS), con la foga malsana cui ci hanno allenato con i cinque dischi da cui questo CD raccoglie 18 cocci. Le cose migliori sono quelle tratte da Premium Quality, il loro disco più a fuoco (con tracce killer come Gotta Get Some, Donkey Punch e la bellissima Next Town) e scagionato dalla Lemmy-dipendenza dei primi lavori ma LMF&D resta la via più “veloce” per avvicinarli.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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