THE GRAVEDIGGER V – All Black ‘n Hairy (Voxx)

Durante la festa di Halloween del 1962 la classifica di Billboard vede l’assalto alla vetta di Monster Mash, una tragicomica canzonetta trash scritta da Bobby Pickett e Leonard Capizzi. Ad eseguirla è lo stesso Bobby Pickett accompagnato da una band di becchini chiamata Cryptkicker V.

È a loro che Ted Friedman e Leighton Koizumi, due adolescenti di San Diego, pensano quando devono ribattezzare la loro band prima di venire confusi con l’omonima band scozzese. Prima della fine del 1983 gli Shamen diventano dunque i Gravedigger V.

Cinque perditempo che non amano studiare e nemmeno imparare un qualsiasi mestiere.

E che non sanno nemmeno suonare, malgrado siano destinati a diventare nel giro di pochi mesi la più influente garage band della città.

Cinque ragazzini deviati che non possono nemmeno entrare nei locali dove sono chiamati a suonare, vista la giovane età. E dai quali in genere vengono sbattuti fuori in malo modo dopo aver distrutto parte della strumentazione.

I Gravedigger sono cinque capelloni che suonano un fetente set di oscuri pezzi di seconda mano presi dall’immondezzaio beat americano del ’66, quando i loro genitori non si erano nemmeno sposati.

Una gang di annoiati teenagers che abbinano eleganti vestiti mod ad improbabili zazzeroni alla Missing Links e stivaletti dal tacco cubano.

Ovvio che Greg Shaw ceda al loro fascino e proponga loro un provino.

All’inizio si tratta solo di registrare un pezzo per il nuovo volume di Battle of the Garages ma, dopo aver sentito l’urlo sguaiato di Leighton durante la loro It‘s Spooky, decide di proporre la registrazione di un intero album.

Quel disco è All Black ‘n Hairy come il vecchio pezzo di Screaming Lord Sutch che lo apre, registrato in soli due giorni ai Silvery Moon Studios da Greg Shaw in persona nel Luglio del 1984. I ragazzi sono degli accampati, sovvenzionati da Greg per qualche panino e qualche birra, aiutati da Paula Pierce e Ron Rimsite per avere accesso ad una toilette dignitosa e ad un box doccia nell’appartamento che i due condividono, costretti a dormire in auto assieme ai volumi di Pebbles e High in the Mid-Sixties che Greg regala loro.

Ma ciò nonostante o forse proprio per questo All Black ‘n Hairy è un disco che suona furioso e arruffato: otto cover e cinque originali scritti da Ted Friedman (John Hanrattie e Leighton Koizumi si prenderanno solo la briga di scriverci sopra qualche parolaccia, NdLYS). Un disco che si porta dentro tutta l’acerba collera ormonale, l’immoralità indolente e la sconcezza esaltata dell’adolescenza di cui pezzi come Tomorrow Is Yesterday, She Got, Stoneage Stomp o le cover di Hate, No Good Woman o Don‘t Tread On Me catturano l’aroma.

È solo questione di un attimo, come la giovinezza: il 31 Ottobre del 1984 (ancora Halloween, come all’inizio di tutta la storia, NdLYS), quando infine il disco viene pubblicato, i Gravedigger Five non esistono già più. In un solo anno hanno dissipato i loro cinque minuti di gloria, registrando in poche ore un disco destinato ad influenzare centinaia di garage band in tutto il mondo.

E quando tutto il mondo è pronto ad inchinarsi ai loro piedi, loro hanno già puntato altrove le punte dei loro beatle-boots lasciandoci a singhiozzare come il Leighton di She‘s Gone.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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