THE BISHOPS – Cross Cuts (Chiswick)

Volete sapere qual era la band più cazzuta del breve e effimero fenomeno pub-rock, sul calare degli anni ’70? Be’ ragazzi, veniva da Londra e si chiamava Count Bishops. Il loro era un suono torrido, impastato nel soul, nel blues e nel beat duro di Kinks e Who, un po’ l’equivalente inglese di bands come Real Kids o Hysptrz, ma su loro in anticipo: un EP di esordio nel ’75 con la migliore cover di Route 66 mai incisa, una coppia di album nel ’77 e, una volta accorciato il nome, questo ultimo disco ancora pregno di energia, diviso tra covers feroci calibro-Good Times/I Want Candy (Easybeats e Strangeloves, per gradire) e pirotecnici originali come What‘s Your Number (un autentica zannata boogie che ti lacera la pelle, NdLYS) o No Lies. Il carrarmato punk era già passato. Il motore, lo sapete, erano altri. Ma loro di certo ne erano stati i cingoli.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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