MC5 – High Time (Atlantic)

Spesso ritenuto un disco di scarto nella seppur risicata discografia del gruppo di Detroit, High Time rimane un grandissimo, fottuto disco di rock ‘n roll. E lo è ancora di più se contestualizzato in quello che fu il momento di crisi in cui venne concepito.

L’allontanamento forzato da John Sinclair e l’abiura dai precetti politici del Movement in favore di una sempre più vanitosa vita da rockstar ne avevano dapprima delegittimato la spinta rivoluzionaria.   

Adesso le droghe e l’alcol stavano spezzando le gambe agli equilibri interpersonali tra i componenti della band, minando i rapporti umani e creativi in seno al gruppo.

Ricorda Michael Davis a proposito: “eravamo cresciuti insieme come una vera band. Ma adesso eravamo diventati niente più che un prodotto. Non eravamo più un’unica identità ma cinque uomini ognuno per conto proprio”. 

High Time è infatti il primo disco in cui le canzoni non vengono più accreditate agli MC5 ma ai singoli componenti del gruppo: quattro pezzi per Fred Smith, due per Wayne Kramer, uno a testa per Rob Tyner e Dannis Thompson.

Michael Davis partecipa come bassista ma è già isolato dal resto del gruppo.

“Solo, isolato e triste” come lui stesso ammetterà anni dopo.

Nonostante la crisi che incombe sul gruppo High Time riesce a mostrare un’energia che Back in the USA era ben riuscito a mascherare dietro un bubblegum pop senza vivacità ne’ mordente.

I pezzi diventano più lunghi (sei su otto viaggiano oltre i cinque minuti) ed elaborati (tube, fiati, percussioni, cori, organo servono a colorare quello che fino ad allora era stato un irrefrenabile scontro di volumi tra chitarre).

Ma soprattutto, viscerali e pieni di merda punk e hard rock, sfoggiando riff epocali (Poison di Kramer su tutti, Future/Now di Tyner e Skunk di Smith immediatamente dopo, NdLYS) e sporchissime canzoni che meritano ancora di essere annoverate tra le migliori rappresentazioni del rock ‘n roll a cavallo di quei due decenni come Sister Ann, Over & Over, Gotta Keep Movin’, Baby Won‘t Ya.

Non abbiate paura di lordarvi le mani.

Siate testimoni.

Ci vogliono solo cinque secondi.

Cinque secondi per decidere.

Cinque secondi per comprendere che è il tempo di muoversi.

Scegliete adesso da che parte stare.

Scegliete se essere chiamati motherfuckers oppure brothers&sisters.

 

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro

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