FLAMIN’ GROOVIES – This Band Is Red Hot 1969-1979 (Raven)

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Avete un nome per la top ten delle bands più sottovalutate del mondo? Io ne avrei parecchi. Ma soprattutto avrei il nome da mettere in cima alla lista: benvenuti quindi nel circo della più grande incognita del mondo del rock, nel più raccapricciante interrogativo sulle fortune avverse cui ci si possa trovare davanti quando si fa un po’ di agiografia del rock, e neanche delle più approfondite. Signore e signori: i Flamin’ Groovies! Gente che si lordava le mani col rock ‘n’ roll mentre gli amichetti delle elementari inseguivano conigli bianchi nel paese di Alice e che ha continuato a fare la propria cosa senza seguire le mode ma aspettando comodamente che fossero le mode a tornare da loro. Geniale, in qualche modo.   

Così in piena “restaurazione” rock (siamo in epoca Paisley e neo-psych, metà anni ‘80, NdLYS) qualcuno si risporca le mani con i loro pezzi.

Ma dura giusto un paio di anni, poi la merda torna a dilagare. Sempre con forma circolare, anche se di dimensioni sempre più ridotte.

Non ho spazio per dirvi cosa contiene questa raccolta, vi dico solo che è FANTASTICA e che High Flyin’ Baby riesce ancora a sbriciolare le pareti.

Voi eravate per i Beatles o per i Rolling Stones? Beh….io ero per i Flamin’ Groovies!

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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THE WARLOCKS – The Mirror Explodes (Tee Pee)

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C’è un alito scuro che incombe sulla musica dei Warlocks. Un fiato sinistro che appanna i vetri. Dentro, ci siete solo voi e questo tapis-roulant agghiacciante. Ripetitività, implosione e lentezza. Fatica. I muscoli che bruciano potassio mentre la mente perde peso e lievita. Una dilatazione indotta, quindi del tutto psichedelica, invade le otto tracce di questo loro nuovo disco. Sono pezzi che evolvono pur senza muoversi di un centimetro. Apparentemente immutabili e carichi di tossine. Come nei primi due dischi dei Velvet (qui li trovate dentro There Is a Formula to Your Despair) e quel capolavoro di Pornography dei Cure (You Make Me Wait) la psichedelia viene oltraggiata con la peggiore umiliazione le si possa riservare: privarla dei suoi colori, costringerla ad esplodere nel buio.

Autentica, stordente Psycho-delia.

Lo shoegaze che si fa avanti a colpi di machete mentre voi continuate a cantare sotto la doccia.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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