CARILLON DEL DOLORE – …per portarti questo scrigno (In the Night Time)

Il Carillon del Dolore era la musica del disgusto. Lontano dalle pose intellettuali dei loro grigi contemporanei, mentre altri mostravano vie di fuga anche impercorribili, i Carillon del Dolore non offrivano alcuna via di uscita. Era un labirinto degno del genio di Dedalo: una selva di sterpi su colonne di marmo striato di sangue dentro cui si muoveva il Minotauro Tommaso.

Dal giardino del Bel Paese era possibile udire i suoi latrati di bestia in catene.

Non era il colore a mancare nella musica dei Carillon del Dolore, che seppur monocraticamente si concedeva ad un bianco virginale, ancestrale. Quello che mancava era l’aria. C’era questo senso di soffocamento perenne, avvilente, straniante. Una claustrofobia malsana, annichilente.

In attesa che vengano ristampati i loro due LP ufficiali, questo doppio cd ci permette di riascoltare i loro lavori su cassetta (Fiori malsani e Ritratti dal vero) più una sfilza di demo e live tracks. Dubito, se non siete avvezzi a sedervi al teatro delle atrocità dei Virgin Prunes, che riuscirete ad arrivare alla fine senza sentirvi profondamente turbati. Le goth-barbies da Suicide Girls stiano alla larga, che qui vi fate male davvero.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro 

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