THE KITS – Primitive Tales (Dirty Water)

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Australiani trapiantati a Londra, i Kits sono uno dei nomi su cui sono puntati i riflettori della r ‘n’ r-scene di questi ultimi mesi, in attesa che gli Strokes si sveglino dal letargo. Una band dal suono moderno ma ancorato alle radici proprie (la cover di Hold Hand Hell di Spencer P. Jones è qui a ricordarcelo, NdLYS) e a quelle del rock irrequieto di altre bands stritolate dall’insuccesso. Nervous Eaters, Neon Boys, Romantics, Sunnyboys. Un suono che è scarno e dozzinale. Artigianale per scelta e per necessità, sputato e raccolto con tecnologia analogica dal Toe Rag. Che sceglie di disertare il college per non venirsene fuori con tutti quei cazzo di carillon che infestano i dischetti indie dell’ultimo quinquennio. Bravi.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro  

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THE BOPPIN’ KIDS – The Ultimate Worst 1985-1990 (Crazy Love)

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Minorenni e sfacciati, i Boppin’ Kids erano ciò che tutti invidiavano alla Sicilia nella metà degli anni Ottanta. Concerti dove sudore e acrobazie non si lesinavano e un paio di LP che erano la “peggior” cosa che l’allora agguerrita scena rockabilly potesse partorire. Non in Italia, OVUNQUE. Così selvaggi da non poter sopravvivere nemmeno a se stessi, disfacendosi nel giro di poco e abbracciando strade che, pur tornando a volte alle origini (vedi la parentesi degli Strych9, NdLYS) non hanno mai eguagliato la forza di quegli esordi. Non so se ci sono riusciti adesso che, riformati, sono tornati ad aprire per i vecchi amici Stray Cats e a lavorare su pezzi nuovi. Non lo so perché non li ho visti ne’ sentiti. Ma questa raccolta che riapre la ferita lasciata da quella stagione brucia la pelle come se dentro quei tagli ci colasse dell’acido. Horks, Tainted Love, Go Wild, Don‘t You Make Me Cry, lo psychobilly di Castle of Death e Invisibile Life sono lì a ricordarci quale fosse il miglior terzetto rock ‘n roll mai venuto fuori dall’Italia

 

                                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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THE CAVESTOMPERS! – Introducing… (Groovie)

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Nome primitivo, strumentazione vintage, vinile in tiratura limitata come ai bei tempi, ottima grafica di copertina e note firmate da Lenny Helsing. La carta d’identità di questo combo russo sembra una di quelle tessere perfette per integrarsi nel puzzle della scena neo-garage. Tutto perfetto dunque? Non precisamente. Perché su disco affiorano invece molti dubbi. Il “primitivismo” ostentato risulta piegato a un garage punk dozzinale e sempliciotto (valga per tutti la cover di C’era un ragazzo che come me…di Mauro Lusini, NdLYS). Mi spiace dirlo ma credo che stavolta i canini siano rimasti attaccati all’ osso senza nemmeno aver bucato la carne. Con dischi come quelli di Tunas, Movie Star Junkies, Jim Jones Revue, Pirate Love e Kits in circolazione la scena garage non ha bisogno di queste cagate, al momento.

 

Franco “Lys” Dimauro

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